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Pornodipendenza e alienazione in AMORE LIQUIDO

Incontro con Marco Luca Cattaneo e Simone Fregni

Locandina AMORE LIQUIDO AMORE LIQUIDO è un’opera prima autoprodotta sul tema -tanto sgradevole quanto attuale- delle pornodipendenze. Attraverso la storia di Mario il film lancia uno sguardo su una forma di alienazione -alimentata anche dai mass media- in crescita nella nostra società. Privo di distribuzione, il film sarà in programmazione al Nuovo Cinema Aquila di Roma dal 25 Agosto.

In occasione della IV edizione dell’Est Film Festival di Montefiascone il regista Marco Luca Cattaneo e il protagonista Stefano Fregni incontrano il pubblico dopo la proiezione.

Perché intitolare questo film AMORE LIQUIDO?

Marco Luca Cattaneo: il titolo deriva dal famoso saggio di Bauman. Nella sua opera Bauman ha affrontato il tema dell’affievolirsi delle relazioni emotive ed è arrivato anche a analizzare i rapporti virtuali. I suoi testi non parlano esplicitamente di pornodipendenza ma dell’isolamento dell’individuo nella società moderna, da cui derivano varie forme di alienazione. La pornodipendenza si può definire come una dissociazione tra l’immagine (pornografica) consumata e la realtà del corpo femminile: il pornodipendente rifugge assolutamente il contatto fisico reale.
Per me il tema della pornodipendenza è un modo per parlare anche d’altro, e ho cercato di usare il linguaggio cinematografico per trasmettere il senso dell’alterazione dello sguardo del protagonista. Usando campi lunghi alternati a primi piani e saltando i passaggi intermedi ho tentato di ricreare questa distanza dal mondo sociale.

Come avete lavorato sul personaggio di Mario?

MLC: Stefano Fregni non è solo l’attore protagonista del film: ha collaborato alla sceneggiatura e -come altri- ha deciso di partecipare anche al finanziamento del progetto. Il film è stato girato in tre settimane: se ci si fa caso si nota un certo stile “documentaristico” negli esterni, dovuto al fatto che -semplicemente- non avevamo nessun controllo sul girato esterno. In queste circostanze abbiamo puntato -sia in fase di scrittura che lavorazione- a togliere, lasciando che anche il carattere di Mario emergesse da segni quasi impercettibili.

Stefano Fregni: Il mio approccio al personaggio è stato lento e molto graduale. Vorrei anche sottolineare che per noi era importante mostrare quanto Mario abbia un “difetto di sguardo” applicato però solo ad alcuni ambiti: volevamo mostrare un uomo responsabile e “sano” in ogni altro aspetto della vita quotidiana. Visti i tempi necessari ad arrivare sul set ho potuto studiare il personaggio permettendomi anche di “metterlo da parte” per un po’ e riprenderlo in seguito con un nuovo sguardo. Tutta questa tensione si è poi materializzata positivamente sul set: posso definire AMORE LIQUIDO quasi un’esperienza di work in progress autoriale.

MLC
: Anche il finale è stato deciso durante la lavorazione: ne avevamo pronte due versioni e abbiamo scelto quella meno “conciliante” ma forse più positiva. L’unico modo per un pornodipendente di uscire dalla dipendenza è proprio prendere coscienza della sua alienazione.

AMORE LIQUIDO ha vinto il premio come Miglior Film al Roma Independent Film Festival e si sta facendo conoscere in numerosi festival. E’ possibile che sia solo questo il circuito di diffusione dei film di produzione indipendente?

SF: La questione è complessa. Abbiamo girato AMORE LIQUIDO con un budget minimo, auto-tassandoci per coprire le spese. E’ vero che abbiamo avuto una libertà che le produzioni tradizionali non ci avrebbero permesso, ma tutto si blocca quando i cinema d’essai chiedono la copia in pellicola e non si hanno i fondi per stamparla …

MLC: La produzione indipendente obbliga gli autori a diventare anche produttori e distributori, dedicando in certi casi anche anni alla promozione del film, a scapito di altri progetti. Non sono in grado di fare previsioni sugli sviluppi dei metodi di distribuzione indipendente, ma vedo un nascente interesse per le opere auto-finanziate: la concorrenza è tantissima e il primo passo resta sempre e comunque riuscire a girare il film.
 
 

[30-07-2010]

 
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