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NEGLI OCCHI: omaggio alla vita e alla carriera di Vittorio Mezzogiorno

Intervista a Francesco Del Grosso, co-autore del documentario con Daniele Anzellotti

Locandina NEGLI OCCHI NEGLI OCCHI di Daniele Anzellotti e Francesco Del Grosso è -nelle parole degli autori- un “road movie emotivo” nella vita e nella carriera di Vittorio Mezzogiorno. Presentato in concorso alla 66ma Mostra di Venezia il documentario ha ottenuto la Menzione Speciale della Giuria e -tra i riconoscimenti ottenuti in seguito- può contare il Nastro d’Argento come Miglior Documentario sul Cinema e il Globo d’Oro Speciale 2010.

Il successo ottenuto da NEGLI OCCHI ai festival a cui ha partecipato e l’apprezzamento del pubblico -che ha esaurito le copie in vendita del dvd in pochi mesi- contribuiscono alla riscoperta di un artista italiano che ha saputo costruirsi una solida carriera internazionale attraversando forme e generi espressivi diversi. A distanza di soli sedici anni dalla sua prematura scomparsa il ricordo di Vittorio Mezzogiorno sembra ingiustamente confinato in un ambito privato. Il documentario di Anzellotti e Del Grosso tenta quindi di colmare una grossa lacuna della storia recente.

Corriere Romano incontra Francesco Del Grosso in occasione della proiezione del documentario, in concorso alla IV edizione dell’Est Film Festival di Montefiascone.

Cosa ti ha portato a interessarti alla figura di Vittorio Mezzogiorno, scomparso quando eri ancora un ragazzo?

Ho scoperto la carriera di Vittorio durante i miei studi di cinema: sono rimasto molto colpito dalla sua interpretazione di L’HOMME BLESSE’ di Patrice Chéreau e mi sono reso conto che questo attore aveva lavorato con i più grandi registi italiani tra cui Giuliano Montaldo, Marco Bellocchio, Francesco Rosi e Marco Tullio Giordana.
Credo che Vittorio abbia pagato la sua grande libertà: era un attore che passava dall’esperienza teatrale con Peter Brook a film considerati di “serie B”. La motivazione alla scelta di un ruolo per lui era l’esperienza della recitazione, e non ha mai progettato la sua carriera in un’altra ottica. Come la figlia Giovanna -la cui collaborazione è stata fondamentale per il nostro lavoro- anche Vittorio ha girato molte opere di registi indipendenti e molte opere prime. Ma NEGLI OCCHI non è solo un film sulla carriera professionale di Vittorio, credo sia soprattutto un film sulla famiglia Mezzogiorno.

Che spiegazione ti dai del fatto che -nonostante una carriera di altissimo livello anche in ambito internazionale- Vittorio Mezzogiorno sia così poco ricordato nel nostro paese?

Molti dei registi con cui ha lavorato Vittorio non erano noti al grande pubblico: credo che la sua immagine abbia sofferto il fatto di non essere stata consegnata alla cronaca dei giornali. C’è voluto il grandissimo successo popolare de La Piovra 5 e 6 per farlo entrare nell’immaginario collettivo, purtroppo solo pochi anni prima della sua scomparsa. Il fatto che oggi se lo ricordino in pochi è per me motivo di vera tristezza… Giovanna organizza ogni anno a Napoli un premio dedicato a suo padre, ma tenere viva questa memoria è difficile.
Diciamo che chi è nato dopo gli Anni Novanta difficilmente aveva sentito parlare di Vittorio Mezzogiorno e questo documentario voleva riempire questa lacuna. Probabilmente era anche il momento giusto per girarlo: sono passati alcuni anni dalla scomparsa di Vittorio e forse questo permette anche di avere uno sguardo più equilibrato sulla sua esperienza umana e professionale.

Quale pensi che sia la funzione del genere documentario oggi?

Io non credo che il documentario sia un genere, infatti parlo sempre di “film”. Ci sono documentari con un taglio più televisivo o al contrario cinematografico, ma questo dipende dalle contingenze. E’ difficilissimo trovare i finanziamenti necessari a girare, e se il produttore è una rete televisiva il regista adatterà di conseguenza la forma del suo prodotto alle richieste. Noi abbiamo fatto delle scelte per garantirci una maggiore indipendenza: il nostro documentario non ha la durata standard richiesta dalle reti televisive e guarda molto di più al cinema, anche nell’uso di alcune tecniche.
Per quanto riguarda le nostre motivazioni, diciamo che dallo scorso Settembre -quando è stato presentato in anteprima mondiale alla Mostra di Venezia- ad oggi NEGLI OCCHI è stato presentato in moltissimi festival. Credo che possiamo essere soddisfatti del fatto che -anche grazie a questo prodotto- oggi il lavoro di Vittorio sia un po’ più conosciuto da tutti.
 
 

[27-07-2010]

 
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