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18 anni dopo: un'opera prima lunga dieci anni

Incontro con Edoardo Leo e Marco Bonini

Locandina 18 anni dopo

Per la sua opera prima Edoardo Leo ha scelto un titolo vagamente profetico: tra la prima stesura del copione e l’uscita in sala di 18 ANNI DOPO sono passati quasi dieci anni.

Il film -scritto insieme al co-protagonista Marco Bonini- racconta dell’incontro tra due fratelli che non si parlano dall’adolescenza. Cresciuti separati dalla morte della madre e profondamente diversi per carattere e scelte di vita, Mirko e Genziano saranno costretti a intraprendere insieme un viaggio verso la Calabria per rispettare le ultime volontà del padre.

Edoardo Leo e Marco Bonini incontrano il pubblico di piazzale Frigo dopo la proiezione in occasione del concorso lungometraggi della IV edizione dell’Est Film Festival di Montefiascone.

Cosa è accaduto nei dieci anni necessari a realizzare il progetto di 18 ANNI DOPO?

Edoardo Leo: Io e Marco abbiamo scritto il soggetto quando avevamo 25-26 anni e la prima versione soffriva moltissimo della nostra fascinazione di ragazzi per i road movies. Forse anche il film che abbiamo effettivamente realizzato ha questo difetto, ma i personaggi si sono evoluti con noi negli anni. Inizialmente Mirko –il mio personaggio- era un ragazzo single ma dopo dieci anni la cosa non era più così verosimile, quindi si è sposato e ha anche avuto un figlio.
Devo anche dire che se avessi girato questo film dieci anni fa avrei fatto uno sbaglio: la prima sceneggiatura era quasi illeggibile, e io non ero maturo né come attore né come regista. Quando con Marco abbiamo riscritto la sceneggiatura avevamo più di trent’anni e credo che questa maturità ci abbia aiutato a evitare di cadere nei cliché del genere.

Vi conoscete da molti anni e avete un vero rapporto di amicizia: come è stata la lavorazione del film?

Marco Bonini: Per me l’intera realizzazione del film è stata un sogno. Dopo aver pensato al film per dieci anni e aver immaginato gli oggetti della storia per così tanto tempo vederli arrivare sul set è stata un’esperienza quasi mistica…

EL: In questo film mi sono anche diretto da solo, e ho scoperto che la cosa mi aiuta a concentrarmi di più come attore. Il mio personaggio è balbuziente e io dovevo “sdoppiarmi”: balbettavo in scena e poi dovevo dare a tutti le indicazioni di regia … Sul set vivevo in un vero e proprio stato di incoscienza.

Siete anche due attori che lavorano molto in televisione …


MB: Molti colleghi ci chiedono perché continuiamo a fare televisione … recitare è il mestiere che abbiamo scelto e -anche in questo campo- in Italia non c’è un vero mercato che permetta di scegliere. Se la televisione ha un ruolo per me, io lo accetto.

EL: Devo dire che ho fatto film molto brutti per il cinema e prodotti molto belli per la televisione … La televisione permette di lavorare con più frequenza ma forse, se avessi veramente lavorato molto come attore, non avrei avuto tanta voglia di creare personaggi come Mirko e Genziano da portare sul grande schermo.

Che accoglienza sta ricevendo 18 ANNI DOPO?

EL: Il film è uscito in sala all’inizio dell’estate, in un periodo non molto favorevole per le nuove uscite cinematografiche. Attualmente 18 ANNI DOPO è al Cinema Mexico di Milano: le prime giornate di programmazione sono andate molto bene e ci hanno offerto di tenerlo ancora in sala. Ci auguriamo che resti in programmazione a lungo, in modo da permettere alle persone di conoscerlo anche attraverso il passaparola.

 
 

[27-07-2010]

 
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