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Temeva il licenziamento, ha ucciso il datore di lavoro

l'omicida č un agente assicurativo romano

Aveva paura di essere licenziato e per questo motivo ha ucciso con una mazza da baseball il suo datore di lavoro, Massimo Carpifave, 60 anni, al culmine di un violento litigio, gettandone poi il cadavere in una scarpata lungo la strada che collega Leonessa a Rieti. Il corpo della vittima è stato poi occultato con sassi e terriccio.

A commettere il delitto nel reatino un agente assicurativo romano di 30 anni, F.P., il quale avrebbe colpito a morte con una mazza il suo capo-agenzia. L'uomo ha confessato alla polizia di Roma, dopo essere stato rintracciato venerdì sera, ed è stato sottoposto a fermo per omicidio volontario ed occultamento di cadavere.

La ricostruzione -  I due colleghi lavoravano insieme in un'agenzia di assicurazioni sulla Cassia. Venerdì mattina erano andati insieme con l'auto del più giovane a Leonessa per concludere un affare, ma nel tardo pomeriggio - lungo la strada del ritorno - tra i due sarebbe nata una violenta discussione che avrebbe spinto F.P., timoroso di poter perdere il lavoro, a colpire violentemente e ripetutamente la sua vittima con una mazza da baseball, fino ad ucciderlo. Poi ha nascosto il cadavere: nessuno lo avrebbe ritrovato, probabilmente, se non avesse lui stesso condotto gli agenti sul luogo dell'occultamento.

L'allarme della moglie - L'assicuratore, dopo essersi disfatto della mazza da baseball gettandola nei boschi, ha ripreso il viaggio liberandosi anche di altri oggetti appartenenti al suo capo. È stata la moglie di quest'ultimo a denunciare alla polizia di Roma - alle 21 di venerdì scorso - la scomparsa del marito, che non riusciva più a rintracciare al telefono: la donna ha chiamato il commissariato Tor Carbone, spiegando che il giovane collega era già arrivato a Roma e le aveva detto di aver lasciato suo marito presso la sede dell'agenzia, ma che questi - più volte da lei chiamato - non rispondeva alle telefonate.

Il ritrovamento - La polizia ha subito chiesto al magistrato di turno l'autorizzazione a indagare anche attraverso intercettazioni per rintracciare il sospetto, che è stato poi fernato in tarda serata e condotto in commissariato. Nella notte, la confessione e il viaggio con la polizia verso il luogo del delitto, dove è stato rintracciato il cadavere nascosto nella scarpata.

[24-07-2010]

 
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