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Donna muore dopo intervento

operata al Fatebenefratelli

"La mia compagna è stata lasciata morire". Sono le accuse di Giorgio Germanò, compagno della donna morta lo scorso 21 luglio all'ospedale Fatebenefratelli di Roma alcuni giorni dopo un'intervento per calcoli alle coliciste. Sulla morte della donna è stata avviata un'indagine e le cartelle cliniche sono state sequestrate ieri dai carabinieri.

Dragana Zivanovic è il nome della vittima, era un medico romano di 43 anni, di origine serba, che lavorava in una casa farmaceutica. Ricoverata - secondo quanto riferisce il compagno - lo scorso 12 luglio per calcoli alla coliciste, il primo intervento endoscopico le è stato effettuato solo venerdì 16 mentre è stata operata domenica scorsa (18 luglio)."Sia prima che dopo l'intervento i sanitari avevano escluso qualsiasi infezione o pancreatite".

Germanò racconta ancora che "il giorno successivo all'operazione Dragana non riusciva a respirare bene ed era in stato confusionale, ho avvertito i medici chiedendo loro di intervenire ma mi dicevano che sintomi della mia compagna erano solo dovuti al caldo. Per due notti e un giorno Dragana è stata lasciata sola in questo stato, le è stato messo solo un catetere. Poi sono stato avvertito la notte tra martedì e mercoledì perché mia moglie avrebbe avuto una crisi respiratoria".

Dopo il sequestro delle cartelle cliniche, l'autopsia sul corpo della donna sarà effettuata probabilmente sabato. Secondo quanto si apprende da fonti mediche la donna aveva subito un intervento chirurgico "perché era affetta da una calcolosi alla coliciste, con complicanze di infezione e pancreatite. Al secondo giorno dopo l'operazione, considerata riuscita, la donna era già in piedi ma il giorno seguente è stata colta da un arresto cardiaco. L'intervento dei rianimatori e degli anestesisti è stato invano". "Abbiamo fatto tutto il possibile, ora aspettiamo l'esito dell'autopsia per capire cosa sia successo", hanno spiegato dall'ospedale Fatebenefratelli. Su questa vicenda pesano le dichiarazioni del compagno: "Si trovava in un reparto da incubo", ha affermato l'uomo.

[23-07-2010]

 
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