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100 Autori festeggia i primi due anni di attività

Iniziative e bilanci nell'intervista a Maurizio Sciarra

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L'Associazione 100 Autori taglia il traguardo del secondo anno di attività. Nata per iniziativa di un gruppo di registi e sceneggiatori, in questi primi due anni 100 Autori ha portato avanti numerose iniziative nella convinzione che "la pluralità e la differenza sono valori irrinunciabili di qualunque democrazia. Nel caso della narrativa audiovisiva sono valori irrinunciabili anche per l’efficienza economica del sistema". L'Associazione -che conta ad oggi circa 400 iscritti- nei suoi due anni di vita ha avanzato varie proposte di riforma di diversi ambiti di gestione del sistema audio-visivo.

Corriere Romano analizza brevemente lo sviluppo e le proposte più recenti di 100 Autori con Maurizio Sciarra, regista e socio dell'Associazione.

Come è nata l'Associazione 100 Autori?

La nostra iniziativa nasce da un movimento pre-esistente di autori che non si sentivano adeguatamente rappresentati dalle tradizionali associazioni di categoria. Una caratteristica che ci distingue è l'apertura anche a registi e sceneggiatori attivi nel campo dei prodotti televisivi, e non solo in quello più tradizionale dei prodotti cinematografici.  Quando nel 1998 stavo per iniziare a girare il mio primo film -finanziato dal fondo per lo spettacolo- mi sono trovato davanti a una serie di difficoltà legate a problemi strutturali della legge. Quell'esperienza mi ha convinto della necessità per gli autori di interessarsi direttamente delle vicende del sistema produttivo, collaborando con le loro conoscenze alla redazione della legislazione collegata.

Quali sono le proposte dei 100 Autori?

Tra le nostre richieste c'è la creazione di un "centro nazionale" che raccolga i proventi derivanti dall'utilizzo dei prodotti audiovisivi da parte di una serie di soggetti -tra cui canali digitali e canali web- tutelando maggiormente gli autori. All'interno del fondo gestito dal "centro nazionale" -fermo restando la remunerazione dovuta come diritto d'autore- si dovrebbe creare un "fondo unico" con lo scopo di accompagnare l'intervento statale di sostegno alla produzione audiovisiva. Un elemento importante è l'indipendenza di questa struttura dal controllo governativo: la gestione dovrebbe essere affidata a rappresentanze degli stessi autori. Purtroppo -e lo stiamo vedendo anche in questi mesi con la vicenda IMAIE- la tendenza è di tutt'altro tipo.

Possiamo provare a tracciare un bilancio di questi primi due anni di attività?

Sicuramente le iniziative di 100 Autori hanno contribuito a spostare il centro del dibattito. In precedenza si tendevano a percepire le iniziative di categoria come una difesa dell'interesse personale, e prevaleva l'idea che il cinema sottraesse soldi pubblici per finanziare produzioni di bassa qualità e di nessun successo. Oggi il tema principale del dibattito è la necessità di garantire la pluralità del mercato -anche nel campo della distribuzione- come unico mezzo per garantire la qualità artistica e l'efficienza del mercato stesso.

Per maggiori informazioni sull'Associazione 100 Autori si consiglia di visitare il sito ufficiale.

 
 

[21-07-2010]

 
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