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Truffe telematiche, 19 arresti

alla guida della banda ex collaboratore di giustizia

Dopo i 23 arresti effettuati lo scorso maggio, sono scattate le manette per altri 19 soggetti coinvolti in una delle più grandi organizzazioni di hacking mai scoperte dai carabinieri.

Grazie all'alleanza con alcuni hacker russi e ucraini specializzati nel furto di dati informatici, i malviventi acquistavano i dati necessari per falsificare carte di credito, ed effettuavano anche altre tipologie di truffe telematiche.
L’operazione, tutt’ora in corso, ha già portato all’emissione di ordinanze di custodia cautelare nella provincia di Roma, di Pisa, di Cosenza e di Siracusa.

L’indagine, denominata ‘Match point’, è partita nel dicembre del 2008. Nel corso di questi mesi, gli uomini del nucleo investigativo dei carabinieri di Roma hanno smantellato pezzo dopo pezzo la banda che Alberto Fusinato, un pregiudicato calabrese ex collaboratore di giustizia, gestiva con i suoi più stretti familiari.

L'organizzazione acquistava da hacker russi e ucraini i codici delle carte di credito, attraverso chat criptate. Un vero e proprio tariffario stabiliva i prezzi: per ogni tipologia di carta, c’era un costo preciso. Ovviamente le più care erano quelle senza limiti di spesa.
Ad essere rubati, erano anche i dati sensibili di buste paga e atti societari, tutto quello che poteva risultare utile per operare truffe on line.

Con i dati delle carte di credito, alcuni componenti dell'organizzazione acquistavano abiti di lusso e prodotti hi-tech, che venivano poi messi all'asta su siti internet specializzati: per eludere i sistemi di controllo antifrode, il gruppo criminale faceva ricorso a false identità.
Quando l’asta era aggiudicata, gli uomini di Fusinato si facevano versare dai vincitori degli anticipi, ma poi non inviavano la merce. Stesso sistema veniva utilizzato per eseguire truffe con falsi annunci per affitti in luoghi di villeggiatura: l'organizzazione incassava la caparra, ma la casa in realtà non c'era.

Il tenente colonnello Salvatore Cagnazzo, comandante del Reparto Operativo Carabinieri di Roma, sottolineando come queste truffe telematiche siano di giorno in giorno sempre più frequenti, ha ricordato quali sono le difese che i cittadini possono utilizzare per non essere imbrogliati: anzitutto controllare con cura le modalità di pagamento sui siti di aste online; accertarsi che i pos nei quali si passa la propria carta di credito non siano fasulli; attivare il servizio di notifica via sms per ogni movimento della propria carta.

Pochi e semplici stratagemmi, questi, che possono però fare la differenza tra una carta di credito prosciugata e la scoperta tempestiva di una truffa.

Antonio Scafati

[20-07-2010]

 
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