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Usura: picchiano e sequestrano un imprenditore

da 3 anni nelle mani degli estorsori

Era nella morsa degli usurai da tre anni, l’imprenditore romano sequestrato e picchiato lo scorso 14 luglio, nel quartiere Prati. L’uomo, 40 anni, sposato con figli, aveva un’azienda nel settore dei servizi.

Tre anni fa l'imprenditore si ritrova in una situazione finanziaria difficile: prova a stringere la cinghia ma non ce la fa. Taglia personale alla sua azienda, ma non serve a uscire dal dissesto. Alla fine, come accade tante volte, ricorre ad un gruppo di usurai, che per un prestito di 50.000 euro in tre anni gliene prendono 200.000.
Nel frattempo, un anno fa, l'uomo è costretto a chiudere la sua azienda e a venderne il marchio. Questo non ferma i malviventi, che continuano a estorcergli denaro attraverso percosse e minacce.

Per convincerlo a pagare una rata di altri 5.000 euro, decidono di sequestrarlo. E’ il primo pomeriggio di mercoledì 14 luglio quando l'imprenditore viene fermato da tre uomini in una via isolata nel quartiere Prati. Lì viene picchiato, e poi caricato a forza su una macchina.

Il viaggio dura fino a un appartamento sulla Cassia, dove l’imprenditore viene picchiato per ore. Tenta una prima fuga, ma viene ripreso dai suoi aguzzini. Una seconda volta, approfittando di un attimo di distrazione dei suoi rapitori, riesce a scappare.

L’uomo però non va dalla polizia: tre anni di usura lo hanno annichilito al punto da non fargli vedere nessuna via d’uscita. Ma è fortunato, perché sono gli stessi agenti a cercarlo e a trovarlo.
Subito dopo il rapimento, infatti, al commissariato Prati arriva la telefonata di alcuni testimoni dell’episodio. Partono le indagini, l'imprenditore viene rintracciato e convinto che l’unico modo per uscire dall’incubo è denunciare i suoi aguzzini.

L’uomo accetta di farlo e il 16 luglio si reca a piazza Mazzini, per pagare i suoi estorsori.
Se ne presentano tre, all’appuntamento, e vengono subito arrestati dagli agenti. Gli altri due membri della banda sono rintracciati e ammanettati nel corso della notte dalla polizia del commissariato Prati, insieme agli agenti della Squadra Mobile di Roma.

Si tratta di Luigi Zannini, 45 anni, di Torre Annunziata, il picchiatore del gruppo; Michele Dalfino detto “zio”, 70 anni, anche lui di Torre Annnunziata; Amedeo Taddei, romano di 63 anni; Alessandro Bellicampi, 34 anni, romano, il capo della banda; e Leonardo Sepielli, 56 anni, anche lui di Roma.
Per i cinque le accuse sono di estorsione, usura e sequestro di persona, ma la polizia sospetta che facciano parte di un gruppo più vasto.

Antonio Scafati

 
TAG: usura
 

[19-07-2010]

 
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