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Notte d'esami alla Sapienza

protesta contro i tagli del governo all'università

Esami notturni all’Università la Sapienza per protestare contro i tagli del governo a ricerca e didattica.  Negli androni e nella aule, su ogni tavolo d’esame, è stata accesa una candela in segno di protesta contro il governo. Dalle 21 fino a circa le 2 di notte sono stati 280 gli studenti che hanno risposto alle domande dei professori della Facoltà di Lettere.

L’appello, spiegano i docenti, è stato spostato di una settimana. “Non abbiamo ostacolato il percorso di studi dei ragazzi –spiegano- chi non è potuto venire di notte ha comunque anticipato l’esame in mattinata”. Il preside della Facoltà di Lettere e filosofia Franco Piperno ha ricordato che con il disegno di legge sulla riforma accademica all’esame del Parlamento, le materie che subiranno di più la scure dei tagli saranno proprio quelle umanistiche.

"Il prossimo anno rischiamo di non avere abbastanza docenti per mantenere alcuni corsi di laurea -ha spiegato Piperno- come Studi storico-religiosi o Geografia. Probabilmente dovremo inserire il numero chiuso o accorpare corsi di laurea e la ricerca in ambito umanistico rischierà di morire".

La protesta decisa dai professori è stata perlopiù accolta dagli studenti, anche loro chiedono maggior attenzione alle risorse per l’istruzione pubblica.

Il rettore Luigi Frati non ha ostacolato la manifestazione anche se ha ribadito la necessità di tagliare i ricercatori che non producono pubblicazioni “sto dalla parte dei ricercatori che lavorano” ha detto. Sempre alla Sapienza, in altre facoltà come Sociologia, Scienze della comunicazione, Economia e Ingegneria per protestare contro i tagli all’università pubblica si discute della possibilità di bloccare la didattica già da settembre.

 
 

[14-07-2010]

 
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