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La vendetta di Webber

L'australiano vince in Gran Bretagna, davanti ad Hamilton. Ferrari, pasticci e polemiche.

Mark Webber, su Red Bull

Come vi sentireste voi se il vostro compagno di squadra frantumasse per un suo errore la nuova ala anteriore nelle libere e i meccanici venissero a svitare la vostra per darla a lui? E' l'episodio accaduto ieri in casa Red Bull, ennesima dimostrazione di come Vettel goda di un discutibile trattamento di favore. Webber però non si è scomposto più di tanto, oggi ha bruciato alla prima curva il tedeschino e si è andato a prendere con pieno merito la vittoria, mentre Seb ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie  per rimontare da ultimo a settimo. Ipervalutato, iperprotetto, iperpredestinato, ancora una volta Vettel ha fallito malamente il penalty decisivo. Silverstone ha evidenziato (per gli altri in maniera impietosa) che l'auto della Bibita è davvero di un'altra categoria sulle piste dove conta l'aerodinamica, ma rischia di rimanere a mani vuote alla fine della stagione per la cattiva gestione dei suoi piloti, ormai sempre più rivali. Chi sorride per questa situazione è la Mclaren che, nonostante l'inferiorità tecnica del mezzo, ci mette testa e piede ogni domenica, prendendo punti pesanti sia con Hamilton, ottimo secondo, che con Button, buon quarto, dopo essere scattato dalla quattordicesima piazza.  Chi invece non riesce proprio ad approfittarne è la Ferrari, costretta a ingoiare un altro boccone amarissimo fatto di zero punti e mille rimpianti. Alonso "dorme" allo start e lì compromette il suo GP. Avrebbe potuto comunque giungere  quarto, ma una penalizzazione decisamente troppo severa per un sorpasso su Kubica (per il polacco primo ritiro stagionale) lo ha fatto precipitare in fondo al gruppo. Seguiranno inevitabili polemiche. Massa, invece, stavolta è stato danneggiato involontariamente dal compagno al primo giro e poi si è adeguato al grigiore delle ultime posizioni.  La vettura è sicuramente migliorata, Fernando e Felipe devono dare di più.  Tornando agli altri, da registrare il ritorno sul podio di Rosberg e le buone conferme di Barrichello e Kobayashi, rispettivamente quinto e sesto con monoposto in crescita. Tristezza co(s)mica per la meteora Yamamoto.

Giu. Cil.

[11-07-2010]

 
 
 
 
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