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Bargnani miglior rookie del mese

le cifre del "mago"

Andrea Bargnani, o se preferite ”The Magician” come lo chiamano dall’altra parte dell’oceano, continua a stupire con una lunga serie di prestazioni che gli stanno dando una notevole credibilità a livello NBA. Miglior rookie a est a gennaio e febbraio, sta deliziando tutti con grandi giocate e soprattutto sta dando la sensazione di una crescita costante in ogni fase del suo gioco. Nel frattempo entra di diritto anche nella storia dei Raptors dove solo in due occasioni prima di lui un giocatore della franchigia canadese aveva vinto per due volte consecutive il titolo di miglior rookie del mese.

Le matricole che lo hanno preceduto nella conquista del titolo sono stati nel 1996 Damon Stoudamire, e nel 1999 un certo Vince Carter. Niente male l’iscrizione in questo speciale club per il lungo romano. Se a gennaio si era guadagnato sul campo il titolo con la buona media di 11.1 ppg con 3.6 rpg e con più che discrete cifre dal campo (41% complessivo, 39.4% da tre e il 94.1% dalla lunetta) a febbraio è stato semplicmente fantastico. In dodici gare disputate ha tenuto la media di 14.3 ppg con 3.9 rpg con delle considerevoli percentuali( 50.8% totale dal campo, 48.3% da tre punti 82.6% ai tiri liberi). Da notare il 48.3% nel tiro pesante, che per un lungo non è cosa da tutti i giorni. Dall’All Star Game in poi il romano sembra aver innestato le marce alte migliorando progressivamente gara dopo gara, toccando l’apice nel match che vedeva contrapposti i suoi Toronto Raptors agli Houston Rockets di McGrady. Estremamente preciso al tiro chiude con 8/12 dal campo e un pirotecnico 4/5 dall’arco dei tre punti che consegna una larga vittoria ai Raptors. Lo scetticismo nei suoi confronti sembra diminuire progressivamente, anche perché sta lavorando molto sul suo maggior difetto, i rimbalzi; ha raggiunto proprio a febbraio il record di palloni catturati in una partita (11) e il record di rimbalzi difensivi in una singola gara (10). Inoltre per due volte si è imposto come miglior realizzatore della squadra. Andrea può inoltre vantare il “titolo” di miglior tiratore da tre punti della lega nella categoria “over 2.10” con la bellezza di 82 bombe realizzate, proponendosi di fatto come erede di Dirk Nowitzki.


CURIOSITA'
Bargnani mette assieme cifre migliori quando parte dalla panchina con 11.1 punti realizzati contro i 10 di media da titolare, e i 3.7 rimbalzi contro i 3.5 da “starter”. Il dato significativo è però questo: uscendo dalla panchina le sue medie sono nettamente migliori, infatti se da sostituto tira dal campo con il 42.8%, come membro dello “starting five” tira con il 40%, ma non è tutto. I numeri da osservare con attenzione sono quelle riguardanti il tiro da tre punti- 38.8% contro il 12.5% da titolare- e dei tiri liberi, 84.6% quando subentra a gara in corso contro il 60% netto nelle altre occasioni. Le sue statistiche sono sensibilmente migliori nelle partite on the road piuttosto che nelle gare casalinghe, anche se qui parliamo davvero di differenze minime. Al momento il lungo ex Treviso viaggia nella NBA con 11.1 ppg, 3.7 rpg e con 0.8 apg, cifre tutto sommato incoraggianti considerando il salto in una realtà del tutto diverso da quella europea, e le pressioni a cui è sottoposto da prima scelta, non americana per giunta. Tenendo sempre a mente che è un ragazzo del 1985. Non rimane, quindi, che aspettare e vedere come giocherà Andrea, ora che le partite, da qui a fine stagione, conteranno sempre di più e i palloni giocati diverranno più caldi e pesanti.

Marco De Leo

[05-03-2007]

 
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