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A piazza Navona contro la ''legge bavaglio''

tantissimi i partecipanti, ovazione per Saviano

di Simone Chiaramonte

A Piazza Navona, centro nevralgico della giornata di protesta contro la legge bavaglio, tantissimi i partecipanti e le realtà rappresentate: Fnsi, Popolo viola, Cgil, Arci, Articolo 21, Libertà e giustizia, Valigia Blu, Agende Rosse, Libertà è partecipazione. E ancora giornalisti, associazioni e rappresentanti della società civile ma anche esponenti dei sindacati di polizia.

A supporto dei manifestanti echeggiano nella piazza le dichiarazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: "Anche senza essere Monsignor Delapalisse è evidente che quel consiglio non è stato ascoltato". Il riferimento è chiaro: Napolitano aveva chiesto alla conferenza dei capigruppo di concentrarsi sulla manovra economica e non su un provvedimento di diverso rilievo, quale quello sulle intercettazioni, che giungerà alla Camera prima della pausa estiva, il prossimo 29 luglio. E su cui, ha specificato il presidente nella stessa giornata della grande mobilitazione nazionale,  "sono chiari i punti critici".

Rodotà e Di Pietro ringraziano Napolitano -  E proprio per il presidente della Repubblica sono arrivati applausi dalla piazza, quando l'ex Garante della privacy Stefano Rodotà dal palco ha ringraziato Napolitano per "la sobria e decisa dichiarazione fatta oggi". Rodotà ha aggiunto: "Il tempo dell'acquiescenza dell'opinione pubblica è finito. Ci siamo appropriati non solo della piazza come strumento politico ma anche della Costituzione come strumento di libertà". Dello stesso avviso il leader dell'Idv Antonio Di Pietro: "Noi apprezziamo la posizione che sta esprimendo il Capo dello Stato in questi giorni, sul caso Brancher e su questa legge". A proposito della manifestazione ha affermato: "Manifestiamo oggi nella piazza e all'interno del Parlamento per evitare che succeda quello che accadde quando arrivò Mussolini, in quella occasione tutti fecero finta di non accorgersi che la libertà stava andando a farsi benedire".

Il Partito democratico - "Ad un certo punto si arriva al dunque, ci sono le parole e poi i voti". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, a margine della manifestazione ha risposto a chi gli chiedeva quale atteggiamento si aspettasse dal presidente della Camera Gianfranco Fini. "Se arriviamo al momento del voto penso sia giusto chiedere coerenza anche a chi nella maggioranza ha sollevato delle obiezioni sul testo - ha concluso - senza ottenere risultati visibil". Un riferimento alla eterogeneità della protesta arriva anche dal presidente della Provincia Nicola Zingaretti: "Il tema della libertà di stampa non dovrebbe avere colore politico e in tutte le democrazie del mondo non lo ha".

Un ricordo di Anna Politkovskaja -  A proposito di libertà di stampa, molto applaudito un passo letto dall'attrice Ottavia Piccolo che ricorda Anna Politkovskaja, giornalista uccisa a causa del suo tentativo di esercitare la libertà di manifestazione del pensiero: "Quando hai una tessera politica non sei un giornalista, sei un portavoce. Sono una giornalista, mi limito a raccontare i fatti come sono, come stanno". 

Ovazione per Saviano - E poi l'ovazione per lo scrittore Roberto Saviano, salito sul palco con gli uomini della scorta: "C'è un grande fraintendimento in questa vicenda. Non è vero che questa legge difende le telefonate tra fidanzati, il suo unico scopo è impedire di conoscere ciò che sta accadendo, che il potere venga raccontato. La privacy che vogliono proteggere è quella degli affari, anzi dei malaffari". Secondo lo scrittore "quello che state facendo supera i confini italiani. Non difendere la libertà di stampa, la democrazia qui, vuol dire non permettere venga difesa in Europa".

Saviano è convinto che questa battaglia sia trasversale: "Credo che il Paese si stia dividendo in persone perbene indipendentemente dalle idee e banditi, indipendentemente dalle idee". In risposta alle affermazioni di Dell'Utri Saviano ha detto: "Ci stanno spingendo a dire 'tanto è tutto uno schifo, è tutta una chiavica. Questo non bisogna pensarlo, è esattamente quello che vogliono". Ha poi concluso:  "Danilo Dolci, che era un filosofo, diceva che l'uomo cresce solo se sognato. Io credo l'Italia potrebbe crescere se iniziamo a sognarla". 

 
 

[01-07-2010]

 
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