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Cronache di reparto
 
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Il morso di Geremia

“Lo ammazzo… appena esco fuori di qui lo ammazzo con le dita che mi restano.”

“Cerchi almeno di stare fermo…sennò come facciamo a riattaccarglielo, il dito?

Mi sa che c’è poco da riattaccare, in realtà. Il pollice del signor Luigi, proprietario di un maneggio sulla Cassia, non si trova da nessuna parte. E’ stato letteralmente strappato da un morso feroce di Geremia, uno dei suoi cavalli. I dipendenti che al momento si trovavano con lui hanno tutti pensato a tenere a bada l’animale imbizzarrito, mentre Luigi e il figlio si precipitavano in ospedale, e nessuno ha pensato al dito.

Abbiamo medicato la mano provvisoriamente, in attesa di decidere se amputare la parte che resta o aspettare un’altra mezz’ora che il dito magari da qualche parte esca fuori.

“Insomma, cerchi di fare mente locale…è sicuro che il cavallo non se lo sia mangiato?”

Impossibile comunicare con Luigi, continua ad inveire sul suo animale nonostante tutto il braccio sia sotto anestesia e non senta più dolore.

Si affaccia una signora con i capelli arruffati e il respiro affannoso “Eccolo qui”.
E’ la moglie del signor Luigi, con in mano il guanto da lavoro del marito da cui sbuca uno dei tendini lacerati durante il morso e col pollice ancora al suo posto.

“Sono ritornata nella stalla da Geremia da sola, quando se ne sono andati tutti. Da lontano, appena mi ha vista, ha preso con la bocca il guanto e me lo ha lanciato. Io non capivo, poi toccando il guanto mi sono accorta che c’era qualcosa…”

“Ha visto, Luigi? Geremia gliel’ha strappato e Geremia gliel’ha ritrovato…l’animale si è pentito…allora lo perdoniamo?”

Prima di entrare in sala operatoria Luigi è ancora lì a mugugnare. Dice di voler portare l’animale al macello…”non vi preoccupate, dottò, non lo ammazzo, mi è costato troppi soldi, ma un bello spavento quello sì, se lo merita tutto!”

[04-03-2007]

 
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