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Incidente in paracadute per Pietro Taricone

precipita in provincia di Terni, č gravissimo

Pietro Taricone è ricoverato in gravissime condizione all'ospedale di Terni dopo esser rimasto vittima di un incidente dopo un lancio con il paracadute. L'attore, 35 anni, una figlia, vive in una tenuta alle porte di Roma, è stato operato d'urgenza con un'emorragia interna addominale, la frattura del bacino, un'emorragia cranica e numerose lesioni. Taricone non ha mai ripreso conoscenza dal momento della caduta.

LA DINAMICA - L'incidente è avvenuto nell'ambito di un corso per la sicurezza in volo riservato a otto paracadutisti esperti, l'attore avrebbe ritardato la manovra di frenata prevista a 50 metri da terra, dopo un lancio presso la pista dell'Aviosuperficie di Terni (dove Tarricone abitualmente pratica questo sport). Nel momento dell'incidente c'erano anche la moglie Kasia Smutniak e la figlia. "L'esercizio consisteva nel fare l'ultima virata a centro metri da terra e atterrare eseguendo il flare, la frenata finale che porta ad atterrare in piedi - ha spiegato Riccardo Paganelli, un amico paracadutista di Taricone - non abbiamo capito perché anziché girare a cento metri ha virato a circa 20-30 metri da terra, sbattendo. Quando lo hanno portato via era privo di coscienza, ora sappiamo che lo stanno operando".

A provocare l'incidente sarebbe stata dunque una manovra sbagliata o una forte folata di vento, questa almeno è l'ipotesi della polizia, in base ai primi accertamenti. Alcuni testimoni hanno infatti visto l'attore scendere regolarmente poila manovra che, secondo alcuni di coloro che hanno assistito all'incidente, ha provocato la caduta. Taricone divenuto noto dopo la sua partecipazione alla prima edizione del Grande Fratello, quella del 2000, ha intrapreso la carriera di attore e di recente ha partecipato con successo alla fiction Tutti pazzi per amore 2.

IN CORSO OPERAZIONE - È ancora sotto i ferri Pietro Taricone, dopo l'incidente con il paracadute che ha avuto oggi a Terni. "La situazione è estremamente critica", l'attore infatti verte in condizioni "molto, molto gravi». A spiegarlo all'Adnkronos Salute è Leonardo Bartolucci, direttore sanitario dell'ospedale Santa Maria di Terni, dove l'attore è stato trasportato subito dopo lo schianto privo di coscienza. Taricone "è sotto i ferri dalle ore 15 circa, i medici stanno cercando di fermare l'emorragia interna". Oltre a questo, l'ex gieffino "ha riportato un trauma cranico importante - spiega il direttore sanitario della struttura - e una frattura del bacino. La situazione, comunque, è seria", ribadisce Bartolucci.

ALTRI INCIDENTI - Il 3 aprile e il primo maggio scorsi due paracadutisti sono morti in seguito a incidenti avvenuti proprio presso l'aviosupeficie di Terni, una sorta di piccolo aeroporto dove è accaduto l'incidente a Taricone. Il primo il 3 aprile scorso quando un giovane di 27 anni, romano e considerato molto esperto - aveva alle spalle circa 450 lanci - è morto scontrandosi con un altro paracadutista rimasto a sua volta gravemente ferito. I due si erano lanciati da un piccolo aereo decollato dall'aviosuperfice. Un secondo incidente è costato la vita il 1° maggio a Paolo Capretti, 38 anni di Ripatransone (San Benedetto del Tronto). In questo caso a causare la morte dell'uomo la mancata apertura del paracadute d'emergenza.

PERCHE' SI PRATICANO SPORT ESTREMI - Chi pratica sport estremi o pericolosi ha un continuo bisogno di emozioni forti e una necessità fisiologica di produrre ormoni, come serotonina e adrenalina, che gli procurano benessere e piacere. Sono i cosiddetti "sensation seekers", ovvero i "cacciatori di emozioni", che in Italia si stima siano tra il 5 e il 10% della popolazione: persone che bilanciano in questo modo lo stress e che senza queste discipline ad alto tasso di intensità emotiva si annoierebbero. A disegnare l'identikit degli 'sportivi estremì è lo psicofisiologo Francesco Di Russo, docente di Psicologia dello Sport all'Università di Roma Foro Italico, dopo l'incidente accaduto all'attore televisivo Pietro Taricone. "Praticare questo tipo di sport piuttosto che altri - spiega all'ADNKRONOS - non è questione di esibizionismo o di casualità, perchè queste persone, diversamente da chi è per natura ansioso e quindi si limita nelle proprie attività, hanno bisogno di livelli di attivazione fisiologica e mentale molto alti". Dal punto di vista chimico "hanno bassi livelli di alcuni neurotrasmettitori, che non vengono prodotti normalmente. Attraverso questi sport ad alto impatto il corpo reagisce e li produce procurando piacere, fino a determinare meccanismi di dipendenza: gli stessi che si verificano con le droghe. In particolare - conclude - il paracadutismo è stato molto studiato in letteratura. Lanciarsi nel vuoto è qualcosa che va contro il naturale meccanismo di auto-protezione, e che forza il nostro istinto di sopravvivenza. Ciò causa una forte scarica di adrenalina, accelera il battito cardiaco, provoca un restringimento dei capillari. Reazioni che ci preparano al pericolo e che sono seguite da una sensazione di benessere".

 
 

[28-06-2010]

 
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