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Tutti al mare, Lazio al 6° posto per illegalità

code per il ponte

La corsa verso il litorale, anche in questo fine settimana, che per Roma significa lungo weekend per il ponte di san Pietro e Paolo, è costata lunghe code a centinaia di romani: dalle 8,30 la fila di automobili è arrivata ad incolonnarsi per 30 chilometri dal Grande raccordo anulare alla destinazione finale lungo la via Pontina, comportando un grande lavoro per la polizia stradale. Non è stato da meno il traffico sulla via del mare destinazione Ostia e Torvaianica. Intanto Legambiente ha diffuso il dossier "Mare Monstrum 2010", il rapporto annuale con i numeri e le storie di illegalità ai danni del mare e della costa: il Lazio si colloca al sesto posto nella classifica "mare illegale", in salita di una posizione rispetto allo scorso anno.

La regione si conferma poi al sesto posto nella classifica dell'abusivismo edilizio sul demanio, con 275 infrazioni accertate, 356 persone denunciate e arrestate, oltre a 142 sequestri. Va appena meglio la situazione nel settore scarichi illegali, in cui il Lazio si piazza al settimo posto, scendendo di una posizione, con 131 infrazioni accertate, 212 persone denunciate e arrestate, oltre a 106 sequestri. Ma basta consultare la stima degli abitanti non serviti dal servizio di depurazione, per vedere schizzare la regione al terzo posto con una copertura della depurazione pari al 74,1 per cento e quasi un milione e mezzo di persone con scarichi che vanno direttamente nei fiumi o nel mare. Un dato dovuto soprattutto alla situazione romana che vede 81.563 abitanti ancora non allacciati al servizio di depurazione.

"La situazione dei 361,5 km delle coste laziali resta preoccupante, in particolare per quanto riguarda l'abusivismo edilizio - spiega Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - basta ricordare i tanti casi di illegalità che hanno colpito il Sud Pontino, da Sabaudia alla lottizzazione nella piana di Sant'Agostino a Gaeta. Ma il tratto romano non se la passa meglio, con il silos ecomostro che da 30 anni svetta sulla spiaggia di Lavinio, mentre su Fiumicino aleggia lo spettro della realizzazione del più grande porto d'Europa: un gigante di cemento nel pieno della foce del Tevere. Quanto ad Ostia, permane la vergognosa condizione di 'mare proibito' con muri, cancelli, recinzioni e tornelli che impediscono di fatto il libero e gratuito accesso alla battigia e persino la vista della spiaggia. Ultimo grave episodio è stato l'allontanamento di una bambina down 'colpevole' di calpestare suolo pubblico senza aver pagato". 

[27-06-2010]

 
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