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Coppola interrogato a Regina Coeli

"pagherò fino all'ultimo euro"

Danilo Coppola

Primo interrogatorio per Danilo Coppola, l'immobiliarista arrestato per bancarotta e riciclaggio ammette di essere lui il dominus delle società sotto inchiesta. Ammette il debito con il fisco e promette di ripianare il crac della società Micop vendendo le azioni delle sue società: "Voglio pagare fino all'ultimo euro". I soldi dell'immobiliarista romano potrebbero confluire su un conto corrente gestito dalla Procura di Roma.

Coppola ha ammesso la responsabilità di quello che i magistrati hanno definito nell'ordinanza di custodia cautelare "sistema di bare fiscali" con il passaggio di quote fra società infragruppo e la realizzazione di plusvalenze nascoste all'erario.

Nel corso dell'interrogatorio durato poco più di un'ora, l'immobiliarista romano avrebbe dato al Gip la sua versione sul sistema delle società e le cessioni infragruppo per ottenere liquidità dagli istituti di credito. Le banche gli avrebbero negato l'erogazione di fondi se fosse comparso lui in prima persona come titolare delle società, perché all'epoca impegnato nell'ambito del cosiddetto contropatto nella scalata alla Bnl. Coppola, secondo questa versione, aveva quindi dovuto creare società gestite da prestanome per poter ottenere linee di credito. Tali risorse sarebbero circolate su un ampio numero di conti correnti gestiti da un limitato numero di collaboratori molto stretti e successivamente inviate a una o più società di raccolta.

Durante la confessione, l'uomo d'affari ha scagionato alcune delle sei persone arrestate con lui. Sulla figura di Alfonso Ciccaglione ha detto che con lui "ha lavorato solo dal 2005", e di Francesco Bellocchi, ex cognato di Ricucci, ha giurato che "non era a conoscenza di tutta la contabilità". Il suo legale ha detto che il coinvolgimento riguarderebbe un'unica operazione, fatta come rappresentante della società Finpaco Properties, per l'acquisto di azioni della società Ipi. Un'operazione, a detta dell'indagato, assolutamente "trasparente e lecita".

Sarebbe invece una "illazione", secondo i legali, l'ipotesi che l'immobiliarista fosse legato a elementi della Banda della Magliana. In realtà, un liquidatore di una società in affari con il Gruppo Coppola, Umberto Morzilli, ha subito un procedimento in primo grado per tentata estorsione insieme ai figli di un boss della Magliana ma l'avvocato di tre degli arrestati finiti in carcere giovedì scorso con l'immobiliarista, l'avvocato Paolo Colosimo, ha detto che sono soltanto "illazioni": "Non è possibile e non è pensabile che in ogni processo si tiri fuori la Banda della Magliana".

I legali temono un processo mediatico: "Rivolgiamo un invito alla prudenza", si legge in un comunicato diffuso dagli avvocati che difendono gli otto imputati. "Certa stampa ha inopinatamente emesso già una sentenza. C'è il rischio di avere gli effetti e le conseguenze di un processo mediatico che stravolge la regolarità di un processo ordinario".

E' stato ascoltato dai giudici anche Giancarlo Bolognese, uno dei più stretti collaboratori dell'immobiliarista. Durante l'interrogatorio, Bolognese è scoppiato in lacrime e i giudici hanno preferito sospendere il confronto e rimandarlo a un'altra data.

Gli indagati sembrano molto provati sul piano emotivo dalla detenzione a Regina Coeli. I legali di Coppola ripetono che il loro assistito sta molto male: non mangia più e nonostante in due giorni sia stato visitato da tre medici tra cui uno psichiatra e uno psicologo, le sue condizioni di salute, a parere dei legali di fiducia, destano preoccupazione. Gli ha fatto visita anche il Garante per i diritti dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni che lo ha trovato steso a terra, cianotico e in preda a convulsioni: non è escluso che presto Coppola sia trasferito nel reparto infermeria del carcere.

fonte: Repubblica

 
TAG: coppola
 

[04-03-2007]

 
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