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Virtus Roma in cifre

bene recuperi e tiri da due, da migliorare le triple

Enigmatica la Virtus, questo anno come non mai, in perenne costruzione, sempre alla ricerca di un’identità definitiva.

E come ogni stagione costretta a inseguire un posto più o meno buono per entrare nelle migliori otto e giocarsi i playoffs. Spesso si dice che le cifre non raccontano tutta la verità, che ne raccontano una parte soltanto, ma in questo caso direi che per i capitolini sono davvero significative.

Posizione non brillantissima in classifica, nel mezzo del gruppone delle inseguitrici del Montepaschi, ottenuta con il poco edificante record di non aver battuto nessuna delle squadre che la precedono e contro cui ( presumibilmente) bisognerà vincere per arrivare allo scudetto.

Il grande problema è che alcune di queste sconfitte contro le cosiddette “big” sono arrivate anche tra le mura amiche del Palalottomatica (vs. Vidivici Bologna, Benetton Tv, Armani Jeans Milano).

Analizzando altre cifre si nota come delle prime otto la Virtus è penultima in quanto a fatturato offensivo( ppg.75,05), statistica compensata da una sufficiente difesa che concede poco più di 72 punti e mezzo a partita. Tuttavia sono tre statistiche di squadra che dovrebbero far maggiormente preoccupare a Roma; sono quelle riguardanti i tiri da tre, i rimbalzi e i tiri liberi.

Nei tiri da tre punti la speciale classifica pone la Virtus in terz’ultima posizione- fanno peggio solo Teramo e Reggio Emilia – con un magro 30.6 %, ma per questo si è attivata la società ingaggiando un tiratore affidabilissimo come Stefansson, e un lungo come Lorbek che sa decisamente tirare dall’arco dei sei metri e venticinque.

Graduatoria più inquietante è quella che considera i tiri liberi, croce della Virtus 2006-2007. Solo il 70.2% dei tiri liberi viene convertito in un canestro, e da questo punto di vista sorprende anche l’immenso Bodiroga che li tira con il 65.6%, statistica che si addice più ad un lungo con mani poco educate che a uno dei più forti giocatori del panorama europeo. La cosa peggiore è che i liberi vengono sbagliati per lo più nei momenti chiave del match, quando più conta essere lucidi e impassibili( per questo la percentuale deve far riflettere).

Per quanto riguarda i rimbalzi la Virtus è nella parte bassa della classifica, anche se sono 2,5 i rimbalzi che in media prende in meno di Milano( prima in questa classifica). Il problema è che la media considera tutte le partite e quindi anche quelle con squadre con poca forza fisica sotto canestro, ma la cosa realmente preoccupante è che quando si incontrano squadre con lunghi atletici la frontline romana viene letteralmente spazzata via. Da questo punto di vista sono indicative le partite contro Treviso, in cui Goree fece il bello e il cattivo tempo sotto le plance e non solo, contro Milano, Travis Watson pasteggiò contro Garri, Tonolli & co., e contro le V nere di Bologna, partita nella quale il Tar Heel Kris Lang mise a referto 25 punti (massimo stagionale e in carriera qui in Italia).

Statistiche positive, invece, sono senza dubbio quelle che prendono in esame i recuperi, in cui Roma è prima con 19,5 in media a partita, e quella dei tiri da due punti in cui è seconda dietro la Virtus Bologna con il 55.1% dei tiri realizzati.

In Eurolega le cifre peggiorano sensibilmente, infatti si scende a 73.4 punti realizzati a partita con il 47% da due punti e il 38% da tre. A sorpresa i tiri liberi vengono tirati meglio, la percentuale infatti dice 73% dalla linea della carità. Tra le statistiche individuali spiccano due nomi su tutti: Bodiroga Dejan e Hawkins David. Il nativo di Zrenyanin è il primo virtussino nella valutazione complessiva- 16.3 di media- è il migliore nel tiro da due punti con il 59%, ed è il secondo miglior realizzatore della squadra con 14 punti in media a uscita. Unica pecca appunti i tiri liberi, ma incomprensibilmente tende a tirarli male solo in campionato, va meglio in Europa.

L’ex Temple David Hawkins è il miglior marcatore di Roma con 14.4 punti in media a partita in campionato e il secondo miglior realizzatore nel tiro da due punti con il 57.4%. Tuttavia la sua stagione è ampiamente al di sotto di tutte le aspettative, specialmente in campionato, mentre in Eurolega si è guadagnato il secondo posto nella speciale classifica dei ladri di pallone alle spalle del baby-fenomeno Rubio, ed è il miglior marcatore di Roma con 16.5 punti a partita. Nel complesso continua comunque a risultare insufficiente.

Enigma per Roma è Mire Chatman; segna 9.6 punti a partita in campionato, 15.5 in Eurolega, ma globalmente è assolutamente deleterio alla causa blugiallorossa. La sua gestione della squadra fa capire quanto poco sia adatto al ruolo di playmaker, specialmente nei momenti chiave della partita, quando è capace di perdere qualsiasi tipo di pallone. In campionato ne perde in media 3.3 a partita. In poche parole per una buona giocata ce ne sono almeno tre indecenti, e proprio per questo coach Repesa è sempre meno contento del suo numero 15.

Nel reparto lunghi nonostante i tanti problemi fisici Askrabic è la sola nota positiva, Mavrokefalidis è stato dato in prestito a Valencia dato il suo scarso rendimento, Tonolli è il capitano, tanto cuore, tanta intensità ma poco altro, Garri invece è riuscito solo nell’impresa di rendersi più di una volta ridicolo in campo (indimenticabile il tentativo di autocanestro contro il Partizan nella prima giornata di Eurolega). Ora sono arrivati Chiacig, sul quale ci sono più dubbi certezze e Lorbek dal quale ci si attende un riscatto dopo un tribolato inizio di stagione tra Malaga e Treviso.

In conclusione bisogna comunque lasciare del tempo ad una squadra che nelle ultime due settimane ha cambiato moltissimo rinforzandosi con giocatori di notevole qualità, ma che ora deve compattarsi, trovare finalmente una sua identità e una sua anima, uno stile di gioco e uno spessore mentale che gli permettano di vincere, e di riportare quello scudetto che a Roma manca da troppi, troppi anni.


Marco De Leo

 

[04-03-2007]

 
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