Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Panico al villaggio

di Stephane Aubier e Vincent Patar.

di Svevo Moltrasio

Cowboy e Indien sono professionisti dei disastri. Non appena mettono in atto un progetto, il caos si scatena. Questa volta vorrebbero augurare un buon compleanno a Cheval. Cosa regalargli? Un barbecue da montarsi da solo. Bell'idea, peccato che sbagliano l'ordinazione e si fanno consegnare un miliardo di mattoni. Non è più un compleanno, ma uno tsunami! La casa di Cheval sparisce schiacciata sotto i mattoni: bisogna ricostruirla, altro che compleanno! La situazione peggiora quando dei ladri si appropriano dei muri appena ricostruiti. Decisamente, Cheval non potrà mai approfittare di questa giornata speciale per raggiungere la puledra che ama...

I registi belgi Vincent Patar e Stephane Aubier portano sul grande schermo i buffi personaggi da loro inventati protagonisti di cortometraggi e strisce televisive di grande successo soprattutto in Francia. Il film è passato anche a Cannes ’09 e ha ottenuto diversi riconoscimenti in festival internazionali.

La tecnica adoperata dagli autori è quella dello stop-motion, utilizzata però con piccoli pupazzi di plastica, gli stessi con cui, soprattutto qualche anno fa, giocava ogni bambino. Un cowboy, un indiano e un cavallo, sono loro i protagonisti della storia, uniti da una curiosa amicizia. Le analogie con TOY STORY finiscono qui. La messa in scena è essenziale ma gustosa, e ai registi non si può proprio dire manchi la fantasia.

I dialoghi sono limitatissimi, anzi i personaggi parlano a piccoli e divertenti versi, e il ritmo, soprattutto dei movimenti, è indiavolato. La vicenda assume connotati sempre più assurdi, giocando sull’accumulo di svolte improbabili e nonsense. Inevitabilmente il divertimento che nelle brevi strisce televisive era irresistibile, nel passaggio al lungometraggio si fa minuto dopo minuto meno sorprendente, e già a metà strada l’andamento si fa più prevedibile con gli autori che non riescono a dare un vero senso all’operazione. Dopo questo episodio, il risultato è curioso ma poco adatto al cinema.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[21-06-2010]

 
Lascia il tuo commento