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Alice

di Oreste Crisostomi. Con Camilla Ferranti, Catherine Spaak, Fioretta Mari

di Flavia D'Angelo

Alice è una ragazza timida e insicura: tutti la trattano con condiscendenza, non accorgendosi quasi di lei. Sia la famiglia sia i colleghi di lavoro -compreso l’adorato Luca- non riescono a vedere l’animo romantico e delicato che la ragazza nasconde dietro dei modi apparentemente goffi. Ma la vita è pronta a cambiare anche Alice, aiutandola ad aprirsi a nuovi rapporti e a guardare al futuro in modo nuovo …

Opera prima di Oreste Crisostomi – classe 1982 e autore di alcune regie teatrali - ALICE conta su un cast di volti noti al pubblico cinematografico e televisivo italiano, utilizzati in ruoli secondari. Ritroviamo Fioretta Mari e Gisella Sofio nei ruoli, rispettivamente, della madre e della nonna di Alice e Massimiliano Varrese nella parte del fedele amico gay. Il ritorno più atteso è però quello di Catherine Spaak, che si presta a un cameo interpretando la fioraia amica della protagonista.

ALICE vorrebbe ricordare le atmosfere incantate de IL FAVOLOSO MONDO DI AMELIE ma manca il bersaglio finendo piuttosto per somigliare a una puntata di Tutti pazzi per amore, priva però dell’ironia e degli elementi di originalità della serie televisiva. La sceneggiatura scorre senza sorprese, accavallando ruoli e scene scritte per dare visibilità agli attori, ma non funzionali al racconto. Il film perde ritmo e s’impantana in dialoghi abbondantemente surreali (“quando conoscerò anch’io la mia pietra?” chiede Alice all’amica fioraia). In questa sequenza di momenti di rivelazione, si perde però il senso della maturazione di Alice: lo sviluppo del personaggio, più che effettivamente raccontato, è posto come base implicita della storia.

Crisostomi dirige tuttavia con capacità sul piano tecnico, dimostrando di poter gestire il mezzo cinematografico e avvalendosi di un reparto tecnico di buon livello. Ma di fronte alla possibilità – offerta purtroppo sempre più raramente ai giovani autori nel nostro paese - di girare un lungometraggio, cade nella tentazione più comune e pericolosa. Da autore, non riesce né a tagliare alcune delle citazioni di cui è ricco il film - ma che non lo arricchiscono effettivamente - né a rinunciare a nessuna delle sue visioni. Pur comprendendo le ragioni di questa scelta, non si può negare che siano il motivo principale che rende ALICE un prodotto non maturo. Aspettiamo l’opera seconda.

 

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[21-06-2010]

 
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