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Dal sepolcro al museo, l'arte ritrovata

Una galleria di piccoli e grandi capolavori

Di Giuseppe Duca

Lo sguardo severo di Agrippina Maggiore, la madre di Nerone, e quello dolce di Faustina, la moglie di Antonino Pio, accanto a vasi, piatti, anfore, gioielli, frutto delle razzie dei tombaroli nelle tombe antiche di ogni epoca e regione. I corpi dei gladiatori, scolpiti nel marmo in epoca imperiale, e quelli dei personaggi mitologici dipinti su una delicatissima Phiale del IV secolo a.C.. Una galleria di piccoli e grandi capolavori racconta a Roma, al Vittoriano, l'arte ritrovata.

In mostra, busti, ritratti, corredi funerari, oggetti d'uso comune con un arco di produzione che copre otto-nove secoli, dal VII sec. a. C. al II d.C.. Opere in molti casi inedite, confiscate dalla Guardia di Finanza a predatori dell'arte e collezionisti. E che proprio per questo sono in gran parte purtroppo decontestualizzate, non più riconducibili al loro luogo di appartenenza, "opere mute, incapaci di raccontarsi e di raccontarci la loro storia", come spiega anche il curatore della rassegna, il maggiore della Guardia di Finanza Massimo Rossi. Capolavori miracolati dai furti dei predatori dell'arte che raccontano oggi prima di tutto storie di razzie e di saccheggi. I tempi delle spoliazioni indisturbate e delle razzie furibonde degli anni Settanta sono lontani. Ma il traffico di opere archeologiche, avverte il maggiore, "é un fenomeno in costante ascesa che ha assunto negli ultimi anni connotazioni internazionali di allarmanti dimensioni". Il commercio che ne deriva, sottolinea, "viene alimentato da lobbies economicamente forti che dettano leggi di mercato e stabiliscono le regole della domanda e dell'offerta", con l'apertura anche di nuove rotte, anche verso l'Asia e l'area sino-nipponica.

Anche recuperi e denunce, però, sono in aumento. Nel biennio 2008/2009, conta il maggiore, il reparto operativo della Guardia di Finanza ha ritrovato e restituito alla fruizione pubblica 11.258 manufatti d'interesse archeologico, sequestrato 136.873 opere contraffatte e denunciato 294 persone, 50% in più rispetto al biennio precedente.

Le più colpite da scavi clandestini, furti e traffici sono naturalmente le tombe, molte delle quali ancora sconosciute agli archeologi. Promossa dal Nucleo di Polizia Tributaria di Roma della Guardia di Finanza insieme con il ministero dei Beni culturali, la mostra del Vittoriano dedica quindi una sezione al   tema del rito funerario nelle popolazioni italiche e alla vita post mortem nell'antichità. Con una rassegna delle tipologie sepolcrali, dalla cista di tufo villanoviana fino al sarcofago in marmo di epoca imperiale. Accanto ad ogni tipo di tomba, gli oggetti che di solito accompagnavano il viaggio del defunto, corredi ceramici, cose preziose. Ma anche tanti oggetti di uso quotidiano che dovevano servire ad identificarne la casta, la provenienza, il sesso, dai piccoli gioielli ai pesi da telaio, le fuseruole per le donne, ai rasoi da barba e i puntali da lancia per gli uomini.

Aperta fino al 12 settembre
, “Dal sepolcro al museo, storie di saccheggi e recuperi” è ad ingresso gratuito.

Si può visitare tutti i giorni dalle 9.30 alle 18.00 (nel week end fino alle 19.30).

[17-06-2010]

 
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