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Turismo a Roma, il 50% in mano agli abusivi

un giro d'affari di 8 milioni

Il 50% del turismo a Roma sarebbe in mano ad abusivi e gestirebbe un giro d'affari annuo di quasi 8 milioni di euro. Numeri che rappresentano “un cancro per lo sviluppo dell'economia della capitale” secondo il presidente della provincia Zingaretti, che questa mattina ha partecipato all'atto di nascita della consulta antiabusivismo.  Un tavolo tecnico che punterà sulla sinergia fra palazzo Valentini, associazioni di categoria del turismo e polizia provinciale di Roma per mettere un freno a guide, accompagnatori e noleggiatori irregolari.

"Non pensavo - ha commentato Zingaretti - esistesse un fenomeno di queste proporzioni. È uno sul versante dell'evasione fiscale, specie in un momento di difficoltà come questo in cui il Paese cerca di riprendersi economicamente. Siamo totalmente disponibili a rafforzare il turismo e a collaborare con tutte le Forze dell'Ordine. Il messaggio culturale che lanciamo è che l'illegalità non sarà mai sinonimo di sviluppo".

La neonata consulta potrà proporre delibere per modificare o integrare leggi e regolamenti inerenti l’abusivismo turistico, per poi sottoporle agli organi competenti. L'obiettivo sarà, in primis, lo sviluppo di una rete di controlli per far emergere il sommerso e tutelare, allo stesso tempo, gli operatori certificati ed onesti.

Per il direttore della Polizia Provinciale Luca Odevaine "siamo di fronte a una vera e propria organizzazione criminale, che oltre all'evasione fiscale, procura un danno d'immagine gravissimo alla città. Ci sono sul territorio non più di 2 o 3 gruppi che si spartiscono le attività illegali". Il meccanismo per reperire i turisti è ben collaudato: i procacciatori, spesso ragazzi stranieri, intercettano i turisti in luoghi strategici. Con un guadagno che varia dai 40 ai 50 euro a persona, i clienti vengono riuniti in gruppi di 40-45 unità, che vengono poi portati in giro da una guida. Quest'ultima arriva insieme a un incaricato dell'agenzia di viaggio che riscuote il ricavato. "Spesso queste agenzie - ha aggiunto Odevaine - sono online o hanno indirizzi fittizi, per cui non si riesce a capire dove vanno a finire i soldi. Inoltre è frequente che gli abusivi acquistino ad esempio centinaia di biglietti per l'ingresso al Colosseo, per poi rivenderli garantendo di far saltare la fila". Per i rappresentanti delle associazioni di operatori e albergatori, è impossibile quantificare con precisione quanti abusivi operano nella Capitale, si parla di "molte centinaia".

 
 

[16-06-2010]

 
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