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Rapine ai tabaccai: arrestata banda di rapinatori

venti arresti, a capo del sodalizio due romani

Si incontravano tutti i giorni alle 12 in due bar di Cinecittà per studiare nei minimi dettagli i prossimi colpi ai danni di tabaccherie e autogrill. A capo del sodalizio criminale c'erano due romani 50enni, ex guardie giurate, che svolgevano attività di "regia" e reclutamento.

Ma dopo ben 57 furti messi a segno a Roma, nel suo hinterland, nelle province di Viterbo, Terni, Rieti e Siena la banda è stata sgominata dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma e della compagnia di Siena. Sono 20 al momento gli arrestati: 18 romeni e 2 italiani.

Le indagini sono partire nel settembre 2009 in seguito a una serie ripetuta di furti negli autogrill del raccordo autostradale Siena-Bettolle e sulla strada statale Siena-Grosseto. Il sodalizio, suddiviso in tre "batterie" (uno stanziale a Guidonia, l'altro in zona Agnanina e il terzo di supporto) agiva in un minuto circa e rubava contanti, tabacchi e schede telefoniche che venivano rivenduti da 4 tabaccai compiacenti di Roma, in zona Cinecittà, denunciati per ricettazione. La banda, secondo gli investigatori, aveva commesso furti per circa 500mila euro colpendo più volte anche lo stesso esercizio commerciale. Agivano per ogni furto in 10 circa con pali fissi in un raggio di circa un chilometro che comunicavano con gli altri membri della banda attraverso i cellulari impostati in modalità "conferenza telefonica" e facevano saltare il colpo anche solo al passaggio di una volante. Durante le perquisizioni della scorsa notte, che hanno impiegato circa 100 militari, é stato sequestrato anche un manganello elettrico in uso alla polizia romena. Alcuni degli arrestati vivevano nelle grotte del parco Appio Claudio, mentre altri si facevano ospitare da conoscenti.

IL VIDEO - i ladri agiscono con grossi sacchi come la banda Bassotti, ma in realtà erano organizzati con moderne tecnologie: la banda era suddivisa in due squadre, collegate tra loro in "conferenza telefonica". Durante il colpo, una squadra scassinava e metteva a segno il furto, un altro «team» teneva d'occhio le pattuglie delle forze dell'ordine intervenute. Poi di nuovo, dopo il segnale di via libera, il gruppo-furto tornava in azione per colpire altri obiettivi.

[11-06-2010]

 
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