Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Politikamente
 
» Prima Pagina » Politikamente
 
 

Legge bavaglio e intercettazioni

meglio tutelare la privacy o il diritto all'informare?

E’ al vaglio della Camera il disegno di legge sulle intercettazioni e le polemiche per questa papabile “Legge Bavaglio” non sono mancate; ultimamente c’è stata una scontro a distanza fra il Presidente della Camera Gianfranco Fini e il Presidente del Senato Renato Schifani con quest’ultimo che si è schierato pienamente a favore della legge affinché venga tutelata la privacy. Gianfranco Fini ha difeso l’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, denunciando il fatto che le indagini verrebbero fortemente penalizzate e difendendo così il principio di trasparenza.

A ciò bisognerebbe aggiungere di recente una forte polemica proveniente dagli Stati Uniti i quali hanno espresso la loro preoccupazione per questa nuova legge “made in Italy” la quale, una volta entrata in vigore, metterebbe in seria difficoltà il patto Atlantico per la lotta alla criminalità organizzata. A questo punto è d’obbligo porsi un quesito importante ovvero quanto la legge sulla privacy sia vantaggiosa, dal momento che il rispetto del principio di riservatezza molto spesso possa provocare dei grossi svantaggi fra i quali la tutela della legalità nel nostro paese. Tempo fa, durante uno dei tanti servizi dei nostri Tg nazionali, si disse che è d’obbligo distruggere tutte quelle intercettazioni non autorizzate dal Gip anche se quest’ultime dovessero rivelare fatti costituenti reato. Trent’anni or sono, quando la legge sulla privacy ancora non aleggiava nel nostro paese, anche il vecchio Codice Rocco insegnava che tutte le intercettazioni dovevano essere autorizzate prima di essere inserite nel fascicolo dibattimentale ai fini di una loro presentazione durante un processo. Quindi affermare, nel 2010, che le intercettazioni devono essere sempre autorizzate non rappresenterebbe una novità, né il vero problema da risolvere.

Tutelare la segretezza dei dati personali di una persona è un principio di per se giustissimo ma se la riservatezza deve significare nascondere un grave fatto costituente reato, la nostra giustizia è veramente sull’orlo del baratro.

Marco Chinicò

[09-06-2010]

 
Lascia il tuo commento