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Diario di uno Scandalo

di Richard Eyre. Con Judi Danch, Cate Blanchett

di Svevo Moltrasio 

Intrigo da rotocalchi tra professoresse, alunni e mariti: il caso di portata nazionale sfascerà famiglie e amicizie. Tratto dal best seller di Zoe Heller, DIARIO DI UNO SCANDALO segna una nuova collaborazione, che segue quella di cinque anni fa nel film IRIS, tra il regista anglosassone Richard Eyre e la veterana Judi Dench. Presentata in anteprima europea al recente festival di Berlino, la pellicola è stata anche in corsa in diverse categorie negli ultimi Oscar hollywoodiani , con le nominations per le due attrici, la sceneggiatura e le musiche.

Il film è ambientano nella Londra odierna, fredda e grigia più del solito, ma il fulcro dell’azione si svolge negli interni: la scuola dove lavorano le due insegnanti e i due rispettivi appartamenti. Il ritratto che esce da questa complicata storia di attrazioni sentimentali è piuttosto cupo, e a farne principalmente le spese è proprio la borghesia londinese sbeffeggiata da questi intrecci che portano a galla debolezze e contraddizioni di personaggi insospettabili.

Su tutti la bella insegnante, madre apparentemente impeccabile, con tanto di ragazzo affetto dalla sindrome di down e marito anziano, che nasconde invece una pericolosa e dirompente passione verso un alunno quindicenne. Non è da meno l’anziana collega e finta amica e confidente, vero deus ex machina della storia, che tiene un inquietante diario, quello del titolo, sognando relazioni omosessuali. Insomma l’intreccio è dei più contorti e la bella Cate Blanchett, catalizzatrice di passioni e sfortune, si ritrova in uno scandalo di portata nazionale.

Il film è asciutto e teso, tanto da assomigliare più ad un thriller che ad un’opera di denuncia sociale, e per questo si lascia seguire tutto d’un fiato. Certo il regista non scava mai a fondo, né nei personaggi né nel contesto generale, e le musiche invadenti di Philip Glass sottolineano la propensione all’effetto a tutti i costi, confermata anche dal montaggio incalzante e dal finale beffardo. Grazie all’intrigo particolarmente accattivante e alle grandi prove delle due protagoniste (algida e tenebrosa la Dench, debole e affascinante la Blanchett), il film stimola intelligentemente lo spettatore e pur nella sua inconsistenza lascia il segno.

***

[01-03-2007]

 
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