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Blitz contro la flotta pacifista

il racconto di Manolo Luppichini

Manolo Luppichini, uno dei sei italiani che erano a bordo della Freedom Flottilla attaccata lunedì dai militari israeliani, è atterrato all'aeroporto militare di Ciampino, con un volo di Stato in cui viaggiava il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, di rientro da una missione di tre giorni in Israele e nei Territori palestinesi.

Luppichini era in Israele per girare un documentario, era su una delle navi che è stata abbordata ma dove non ci sono stati scotri con le truppe israeliane.

IL RICORDO DI LUPPICHINI - Dall'orrore del blitz dei commando israeliani alla nave della Flottiglia di pace diretta a Gaza fino all'immagine di uno scarafaggio 'compagnò di cella in isolamento. È fatto di immagini, rabbia e dolore fisico il primo racconto di Manolo Luppichini, l'ultimo dei sei italiani fermati in Israele a essere rientrato in patria dopo l'assalto di lunedì alla Flottiglia carica di aiuti umanitari per i palestinesi della Striscia di Gaza. Oggi Luppichini, che si trovava a bordo della nave greca '8.000' (ad appena 400 metri dalla Mavi Marmara assaltata) parteciperà alla manifestazione contro il blitz israeliano organizzata alle 17 a Piazza Esedra. £Mi hanno picchiato perchè mi rifiutavo di andare in Turchia (qui sono stati fatti arrivare con un volo predisposto dalle autorità israeliane altri attivisti bloccati durante il blitz, ndr.) - denuncia Luppichini, documentarista, giornalista - Mi hanno colpito con il calcio dei fucili". E mentre parla si tocca la schiena, crede di avere almeno una "costola incrinata" e mostra i lividi sul corpo. Luppichini dice "di essere stato picchiato dagli agenti israeliani all'interno del complesso aeroportuale Ben Gurion di Tel Aviv", dove si trovava insieme agli altri attivisti per i quali Israele ha deciso l'espulsione dopo averli trattenuti nella nuova struttura del carcere di Beersheba, nel deserto del Negev. "Non mi hanno visitato", afferma Luppichini e denuncia il "modo" in cui è stato "trattato" insieme ai compagni della Flottiglia e il fatto che alle autorità diplomatiche italiane a Gerusalemme sia stato inizialmente "negato di entrare in contatto con un cittadino italiano". "Mi sono sentito sequestrato due volte», dice riferendosi "ai commando che con la violenza hanno preso il comando della nave e ci hanno portato ad Ashdod" e poi agli agenti israeliani, che "ci hanno trattato in modo disumano".

9 MORTI, VERSIONE NON CONFERMATA DA LUPPICHINI - "Per il momento sono confermate nove morti, ma dallete stimonianze che ho registrato in carcere, in particolare parlando con un'infermiera australiana Jarrie Campbell che è stata molto dettagliata nel raccontare il numero di morti, che sarebbe molto maggiore".

L'ITALIA VOTA CONTRO L'ISTITUZIONE DI UNA MISSIONE D'INCHIESTA DELL'UE - "Non ho letto il testo della proposta -dice Luppichini- ma è chiaro che la prima impressione è assai negativa avendo vissuto in prima persona un fatto così grave. Tutta questa confusione che aleggia intorno a questa vicenda potrebbe essere tranquillamente chiarita da un'inchiesta indipendente internazionale che aiuti tutti a farsi un'idea precisa di quello che è accaduto".

 
 

[04-06-2010]

 
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