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La regina dei castelli di carta

di Daniel Alfredson. Con Michael Nyqvist, Noomi Rapace

di Alessio Palma

Lisbeth Salander è immobilizzata in un letto d’ospedale con una pallottola in testa dopo uno scontro quasi fatale con Alexander Zalachenko, ricoverato nella stessa struttura. La Sapo, oscura sezione dei servizi segreti per la quale l’uomo prestava servizio, vuole eliminarli entrambi in quanto ormai ingombranti e scomodi. Michael Blomkvist, intanto, s’impegna per scagionare la ragazza redigendo un dossier da pubblicare sulla rivista “Millenium”.

Il terzo e ultimo capitolo della trilogia larssoniana, iniziata con UOMINI CHE ODIANO LE DONNE, parte dalla conclusione del precedente LA RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO per imbastire l’ennesimo, ipertrofico thriller vecchio stile e dalla durata sconsiderata (148 minuti!).

La trasposizione del romanzo è pedissequa e illustrativa, tanto che la sensazione di stare guardando uno sceneggiato televisivo con appena più violenza della media si fa palpabile. Dell’opera di Larsson vengono annacquati i riferimenti sociali e politici mantenendo quindi solo l’ossatura puramente di genere con colpi di scena e snodi dall’effetto pavloviano.

Ma sono il ritmo lento e l’assoluta pesantezza dello stile - didascalico, privo di colpi d’ala e finezze - a pregiudicare maggiormente l’esito del film. Una pura operazione di marketing, magari gradita dagli appassionati della saga cartacea ma del tutto pleonastica per gli altri.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[30-05-2010]

 
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