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La manovra del governo ''Billionaire''

le misure critiche

il ministro dell'Economia Tremonti e il Presidente del Consiglio Berlusconi

di Simone Chiaramonte

*AGGIORNATO DOPO PUBBLICAZIONE DEL TESTO DEFINITIVO

Dopo l'approvazione del Consiglio dei ministri della manovra correttiva da 24 miliardi di euro per il biennio 2011-12, si è scatenato il putiferio. Dalle opposizioni dei sindacati, alle preoccupazioni di alcuni ministri sino alle perplessità di diversi economisti e dello stesso presidente della Repubblica.

LOTTA ALL'EVASIONE - "Sono un chirurgo, per quindici anni ho tagliato moltissimo ma mai come in questo mese, e con quanta soddisfazione, con il ministro Tremonti". Queste erano le parole di Roberto Calderoli, allora ministro leghista per la Semplificazione, che a giugno del 2008 annunciavano il taglio di ben seimila leggi. 

Peccato che tra le migliaia di leggi inutili e dannose ci fossero anche quelle volute dal governo Prodi per la lotta all'evasione fiscale, tra cui anche le disposizioni sulla tracciabilità dei pagamenti (Dl 223/2006). Ora scopriamo però che l'attuale governo spera di ottenere quasi 8 miliardi di euro dalla lotta all'evasione anche attraverso queste misure (oltre al nuovo redditometro), modificate però nella sostanza. La soglia di 5mila euro per i pagamenti in contanti, contro gli attuali 12.500, appare comunque troppo alta: "Meglio sarebbe stato portare la tracciabilità ai livelli di tante prestazioni di liberi professionisti, a partire dalle visite mediche, vale a dire 150 euro", ha suggerito Tito Boeri. Ma alla medesima osservazione avanzata dal giornalista Luca Telese Tremonti ha risposto: "Dobbiamo permettere a un vecchio signore di spendere cento euro per le scarpe senza dover fare un assegno…". Tra il divertito e il sarcastico lo stesso ex viceministro Vincenzo Visco, firmatario del decreto del 2006 contenente il provvedimento sulla tracciabilità che impediva l' uso dei contanti per i pagamenti oltre i cento euro, definito "vampiro" o colui che voleva creare uno stato di polizia tributaria, ha subito smentito: "La mia norma vincolava dentisti, medici, meccanici… Tremonti e Berlusconi non riescono comunque a fare le cose per bene".  

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - Una manovra indispensabile nel suo ammontare ma poco equa negli interventi adottati. Saranno state le diverse proteste sollevatesi a far sì che il congelamento degli stipendi dei dipendenti pubblici parta dal 2011 e non, come nel testo approvato dal consiglio dei ministri, di fatto già da quest'anno. E' stato ripetuto in più occasioni che un dipendente della p.a. che guadagna mediamente 1200 euro al mese rischia di ritrovarsi con un potere d'acquisto ulteriormente ridotto nei prossimi anni, se l'andamento dell'inflazione dovesse continuare a registrare i valori correnti (nel mese di aprile 2010 più 0,4 per cento rispetto al mese di marzo e più 1,5 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, dati Istat). Ciò potrebbe determinare ulteriori effetti depressivi oltre a far montare le proteste di chi percepisce mediamente stipendi decisamente più bassi rispetto a quelli di colleghi di altri paesi europei.

Più pesanti gli interventi su scuola e sanità: per la prima è soprattutto il blocco degli incrementi automatici delle retribuzioni nel triennio per insegnanti e personale Ata a determinare la riduzione della spesa (pari a circa un miliardo). Per la seconda, si legge su La Voce.info, si tratta di un complesso di riduzioni nel personale e di riclassificazione della spesa farmaceutica.

Quanto la manovra appena approvata colpisce chi è più in grado di contribuire, ad esempio quel 10% di famiglie maggiormente benestanti che possiede il 45% della ricchezza nazionale? Poco o nulla. Spiega il prof. Ugo Arrigo: "Togliere il 5% agli stipendi dei dirigenti sopra 90 mila euro di remunerazione e il 10% sopra i 130 mila euro porta a risparmi simbolici e sacrifici trascurabili per gli interessati: 500 euro su 100 mila di retribuzione (-0,5%), 2 mila euro su 130 mila (-1,5%), 4 mila euro su 150 mila (-2,7%)".

GLI ENTI LOCALI - Drastici invece i tagli ai trasferimenti alle regioni e ai comuni: 13 miliardi di euro, più della metà della manovra. Di fatto lo Stato farà cassa attuando un trasferimento del debito dal centro alla periferia, gli enti locali potrebbero trovarsi così nella condizione di garantire minori servizi alla cittadinanza.


UNA MANOVRA PARZIALE - Dalle auto blu ai tagli agli stipendi dei parlamentari e dei magistrati, la manovra annovera anche riduzioni attese da tempo. Troppo poco però. Il governo infatti ha ancora una volta dimostrato non di essere al di fuori della realtà ma di vivere esclusivamente per la propria realtà. Come conciliare la lotta all'evasione fiscale con l'ennesimo probabile condono? E poi ancora i finanziamenti alle scuole private paritarie: per il biennio 2011-12 potranno contare su 330 milioni (130 mln il primo anno e 200 il secondo anno). Questo accade mentre il ministro Gelmini "minaccia" le famiglie dei dipendenti di posticipare la riapertura delle scuole ad ottobre, per sostenere il turismo. Ma non tutti i bambini vanno in Costa Smeralda. Fortunatamente Renata Polverini non ha dato seguito alla proposta. E' saltata dalla stesura definitiva la misura che tagliava 231 enti culturali per ferma opposizione del Colle e del ministro Sandro Bondi.      

E mentre a Roma il governo varava una manovra da 24 miliardi di euro, scrive il "Corriere della Sera", ad Ancona è stato varato il nuovo yacht del vicepresidente di Mediaset Pier Silvio Berlusconi costato 18 milioni di euro. Lungi dall'operare facili conclusioni. La ricchezza della famiglia Berlusconi, finché un giudice non affermerà il contrario, non toglie nulla agli italiani. Ma la vendita di sogni ed il racconto di realtà edulcorate, tramite mezzo televisivo, evidentemente sì. Lo dimostrano le vicende legate alle misure anti-evasione, per le quali i ben noti "vampiri" tempo fa venivano trafitti nel cuore quasi a reti unificate, lo ha ribadito il premier a Ballarò con l'ennessima smentita accompagnata dal solito sondaggio. 

 

 
 

[28-05-2010]

 
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