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Piano sanitario regionale

La Polverini lunedý illustra gli interventi, probabili tagli e riconversioni

26 piccoli ospedali del Lazio potrebbero essere riconvertiti in presidi territoriali di prossimità. È questo uno dei punti previsti nel piano di riordino della sanità regionale che il presidente Polverini dovrebbe presentare il prossimo lunedì alla giunta. Il piano coinvolge la sanità pubblica e quella privata.

Proprio le cliniche private dovrebbero subire tagli al bugdet tra il 4 e il 10% a seconda della natura delle prestazioni. Potrebbero saltare 700 posti di lavoro e 1500 posti letto, ma i rappresentanti della sanità privata temono che gli effetti potrebbero anche essere peggiori. Tra pubblico e privato il taglio complessivo dei posti letto potrebbe essere superiore alle 3000 unità di cui si è parlato in questi giorni. Non solo: potrebbero essere aumentate anche le aliquote Irpef e Irap.

Il piano di riordino della sanità che il presidente Polverini presenterà dovrebbe basarsi sulla linea ipotizzata dall’ex commissario Elio Guzzanti. Proprio la riconversione di 26 piccoli ospedali era contenuto nel progetto dell’ex commissario. Tra soppressione di posti letto e riconversione, oltre al san Giacomo, già chiuso, sarebbero coinvolte tra le altre le strutture di Ceprano, Zagarolo, Rocca Priora, Montefiascone, Ronciglione, Isola Liri, Marino, Pontecorvo, Subiaco, Magliano Sabina, il Centro salute della donna di Roma e il Centro Paraplegici di Ostia.

Il piano di Guzzanti prevedeva anche di riconvertire in strutture solo diurne gli ospedali di acquapendente, policlinico Portuense, Priverno e Gaeta. Questo il piano dell’ex commissario, che era stato nominato dal governo Berlusconi per gestire la situazione della sanità dopo le dimissioni di Marrazzo. Il presidente Polverini potrebbe scegliere di seguire la linea.

[27-05-2010]

 
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