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Sex and the City 2

di Michael Patrick King. Con Sarah Jessica Parker, Kim Cattrall, Kristin Davis

di Flavia D'Angelo

Ritroviamo le protagoniste di Sex&The City a due anni di distanza dal matrimonio di Carrie con Mr. Big. Miranda si divide tra la famiglia e il lavoro, Charlotte tenta di essere una madre perfetta e Samantha continua a godersi la vita come sempre. Pur avendo realizzato le aspirazioni coltivate per più di un decennio, le quattro amiche non sono soddisfatte: ottenuto ciò per cui hanno tanto lottato – e di cui hanno tanto parlato - le cose non sono proprio come se le aspettavano…

Nel secondo film tratto dalla fortunatissima serie Sex&The City ritroviamo il cast al gran completo, diretto da Michael Patrick King, già regista e produttore esecutivo del primo capitolo cinematografico e di alcuni episodi della serie televisiva. King firma anche lo script, insieme a Candace Bushnell – autrice del libro che ha ispirato la serie - e a Darren Star, onnipresente autore di prodotti televisivi made in USA. Prodotto quindi “in famiglia”, il secondo episodio punta a replicare il successo commerciale del capitolo precedente, già di suo basato sullo sfruttamento della popolare serie televisiva.

Gli autori scelgono di concentrarsi sulle vicende sentimentali e matrimoniali di Carrie, lasciando in secondo piano l’aspetto “corale” della serie a favore di una maggiore omogeneità narrativa. Nonostante questa scelta, il film è una commedia che dura due ore e mezzo. Purtroppo - sebbene alcuni dialoghi siano all’altezza della serie originaria - fallisce (nuovamente) il tentativo di trasferire l’ironia delle puntate televisive su una durata tanto lunga. Il divertimento inizia a calare già prima di metà film, e non bastano le improbabili scelte di abbigliamento delle protagoniste a ravvivare un prodotto fondamentalmente già visto.

Le “ragazze” riescono a cambiare abito inesorabilmente per ogni azione che intendono intraprendere: in una sola mattinata che prevede –è bene ricordarlo- passeggiata nel deserto, gita a cammello e pranzo in tenda beduina riescono a sfoggiare tre diversi abbinamenti. Tuttavia, questo è l’elemento migliore del film, il suo lato più “pop” e originale, a confronto con la banalità di gag e dinamiche da classica commedia hollywoodiana. L’irriverenza e la brillantezza che caratterizzavano le puntate televisive si trasformano sul grande schermo in provocazioni forzate e prevedibili dimostrando che, in dieci anni, tutto può invecchiare.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[27-05-2010]

 
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