Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
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Privacy su Facebook? Parliamone

 Forse non tutti sanno che al momento dell’iscrizione, Facebook diventa proprietaria dei vostri dati personali e di tutto ciò che scrivete o pubblicate. Persino il governo Usa si è lamentato di una politica della privacy praticamente nulla. Sono ormai frequenti gli interventi sulla privacy eseguiti nel tempo e accettati passivamente da tutti gli utenti, molto più interessati a taggare che leggere le nuove informative sulla privacy. A questo si aggiungono le frequenti falle del sistema Facebook: qualche settimana fa era possibile vedere bacheca, foto e cronologia chat di chiunque; giorni fa era possibile cancellare gli amici di altre persone. Tutte queste falle sono state risolte nel giro di poche ore ma il danno e soprattutto la vulnerabilità del sistema è preoccupante.
Zuckerberg, uno dei fondatori di Facebook, ne aveva definito il significato "obsoleto", e non più in linea con il web 2.0. E’ vero che i nostri dati vengono scambiati e visualizzati con estrema facilità su Fb ma questo non vuol dire che debbano essere divulgati anche attraverso i motori di ricerca e messi a disposizione di chiunque.

Ad oggi c’è un malcontento diffuso e quantificabile con parecchie migliaia di persone, poche rispetto ai 400 milioni di iscritti, che però sono intenzionati a cancellare il proprio account. A tal proposito è stata fissata una data , quella del 31 Maggio, per l’evento Quit Facebook Day .  A promuovere l’iniziativa sono 4 ragazzi di New York secondo i quali il più famoso social network non sarebbe più un luogo sicuro per scambiare i nostri dati.  I ragazzi propongo come alternativa Diaspora , un nuovo social network open source in grado di rimpiazzare Facebook dal suo ruolo dominante. Sarà una piattaforma avanzata e ben costuita, afferma i 4 giovani, con una particolare attenzione alla privacy.
Cinque giorni di tempo per pensare e decidere se abbandonare Facebook e dunque passare sull’altra sponda. Personalmente ammiro lo sforzo di questi 4 giovani non perché nutra dell’odio verso Facebook, ma solo perché il suo dominio attuale nel campo dei social network  sta permettendo ai suoi fondatori  di fare il bello e cattivo tempo con tutti i nostri dati, immagini o pensieri scritti in bacheca.
Se volete scoprire se le impostazioni sulla privacy che avete scelto sono più o meno sicure cliccate qui , seguite la procedura ( purtroppo solo in inglese) e vi assicuro che ne rimarrete spiacevolmente sorpresi.

Per consigli o segnalazioni scrivete a: tecknologie@corriereromano.it
Il Provocatore

[26-05-2010]

 
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