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Vanacore non si è avvelenato prima di annegare

l'esito dell'autopsia sul corpo dell'ex portiere di via Poma

Nemmeno dopo la morte riesce a trovare pace Pietrino Vanacore, il portiere del palazzo di via Poma dove nel 1990 fu uccisa Simonetta Cesaroni, che si è tolto la vita gettandosi in un piccolo specchio d’acqua a Torre Ovo in Puglia. Da quel giorno, era il 9 marzo, quel suicidio appare ancora un mistero a causa delle troppe anomalie.

L’ultimo tassello arriva dai dati emersi dall’autopsia compiuta dal medico legale Massimo Saracinella secondo i quali Vanacore, contrariamente a quanto si era immaginato in un primo momento, non assunse alcun veleno o farmaco prima di gettarsi in mare.

Nel suo stomaco sono stati ritrovati solo resti di un caffè e di una zeppola consumati poco prima del folle gesto. Gli esperti considerano una cosa poco comune tra gli aspiranti suicidi quella di concedersi la tentazione di un dolce. Confermato invece il decesso per annegamento, i suoi polmoni sono stai ritrovati pieni d’acqua. Ma come è possibile annegare in uno specchio d’acqua profondo solo 90 centimentri dove sarebbe bastato poco per riaffiorare a galla? Sul suo corpo la perizia medica non ha riscontrato segni di violenza.

Vanacore organizzò la sua morte curando i minimi dettagli, dai messaggi in stampatello lasciati nella sua auto parcheggiata proprio davanti al luogo del suicidio, alla caviglia legata con una fune a un albero perché il corpo non andasse a fondo e venisse subito ritrovato. Sono elementi sui quali sta lavorando il pubblico ministero Remo Epifani che, in attesa di ricevere la perizia di Saracinella, procede per istigazione al suicidio contro ignoti. Non solo. Pietrino, prima di togliersi la vita, potrebbe aver ricevuto una telefonata che lo sconvolse. Gli inquirenti stanno ancora analizzando i tabulati delle chiamate ricevute e inviate sia dal telefono fisso sia dalla sim mobile.

Vanacore decise di morire a due giorni dall’udienza sul delitto di Simonetta Cesaroni alla quale avrebbe dovuto partecipare in qualità di teste. Da 20 anni questo era il suo incubo.

 
 

[20-05-2010]

 
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