Per gli imprenditori si tratta di una occasione di rilancio unica, per alcune associazioni ambientaliste una minaccia alla città.
La politica sembra aver trovato unità, ma l’ipotesi che Roma possa ospitare i Giochi del 2020 soprattutto riguardo gli impianti da fare, dopo l’esperienza negativa di quelli realizzati per i mondiali di nuoto dello scorso anno, fa discutere.
Nel dossier che ha convinto il Coni, e ha permesso a Roma di superare la concorrenza di Venezia, le aree interessate dalle gare sono tre.
Innanzitutto, a nord, il Parco Olimpico. La zona tra Tor di Quinto Foro Italico Acquacetosa dovrebbe ospitare le gare delle discipline principali (Calcio, Atletica , nuoto) e il villaggio per gli atleti, una struttura dad 16mila posti letto prevista tra la Cassia e la Flaminia.
L’altro polo Olimpico previsto è nell’area Nuova Fiera- Eur- Ostia. Poi c’è l’area di Tor Vergata, della Città dello Sport, disegnata dall’architetto spagnolo Calatrava, con un progetto cambiato in corsa e l’immancabile lievitazione dei costi, arrivati a 608 milioni di euro,con una copertura finora che arriva a 200.
Il Sindaco ha assicurato che i lavori non si fermeranno , Olimpiadi o no, ma certo con l’assegnazione dei Giochi reperire i fondi sarebbe più facile. Altro problema le infrastrutture: l’area già densamente popolata dal secondo Ateneo romano che movimenta 40mila persone ogni giorno, ha bisogno di essere servita da un sistema di trasporto pubblico efficiente: in attesa del 2013, data della decisone finale da parte del Comitato Olimpico Internazionale.
[20-05-2010]
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