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Prince of Persia

di Mike Newell. Con Jake Gyllenhaal, Gemma Arterton, Ben Kingsley

di Flavia D'Angelo

Dastan è uno dei tanti ragazzi senza famiglia che popolano i bassifondi di Persepoli, capitale dell’Impero di Persia. Un suo generoso atto di coraggio lo farà casualmente notare dal re, che lo adotterà accogliendolo tra i suoi figli. Quindici anni dopo l’Impero, e il mondo intero, sono in pericolo a causa di un complotto che mira a impossessarsi delle leggendarie Sabbie del Tempo. Chi controlla le Sabbie può piegare il tempo al suo volere: solo Dastan e la bella principessa Tamina si opporranno alla spaventosa minaccia.

Tratto dall’omonimo videogioco PRINCE OF PERSIA è un blockbuster per famiglie prodotto dalla Walt Disney Pictures e da Jerry Bruckheimer creatori, non a caso, della fortunatissima trilogia dei PIRATI DEI CAIRAIBI. E’ chiarissimo l’intento di bissarne il successo con una nuova trilogia che sfrutti la popolarità del noto videogioco. Idea neppure troppo originale dopo i vari LARA CROFT e RESIDENT EVIL. Tuttavia il primo capitolo – il secondo è già in lavorazione - rielabora personaggi e situazioni del gioco sforzandosi di adattarli al più classico schema del film d’avventura.

Il nuovo lavoro di Mike Newell è un film gradevole, che si sforza di sviluppare una storia a partire dai personaggi monodimensionali del gioco. Jake Gyllenhaal convince soprattutto nelle spettacolari sequenze di azione, rese volutamente “realistiche” - secondo la nuova tendenza hollywoodiana che ha ispirato anche gli ultimi due episodi di 007 - dalle coreografie del parkour. Ben assortito il resto del cast, dalla bellissima Gemma Arterton a Alfred Molina, al quale è affidata la parte comica del film. Di alto livello anche il cast tecnico, tra cui spicca il premio Oscar alla fotografia John Seale.

Purtroppo, dopo una prima parte abbastanza convincente, il film si riavvolge su se stesso tornando inesorabilmente alla sua natura di videogame. Gli ostacoli sulla strada del protagonista si moltiplicano a velocità sempre maggiore, e aumenta la difficoltà degli scontri con nemici più agguerriti o con varianti sempre più complesse. Alla fine dei giochi la nuova creatura di Bruckheimer vince senza dubbio la sfida dell’entertainment ma fa rimpiangere - e non poco - il buon vecchio Indiana Jones.

 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[19-05-2010]

 
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