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Chiesti 15 anni per Luca Bianchini

il violentatore seriale dei garage

Quindici anni di reclusione e nessuna concessione di attenuanti generiche. È la richiesta di condanna presentata dal pm Antonella Nespola per Luca Bianchini, il ragioniere di 34 anni sotto processo a Roma perchè accusato di essere lo stupratore seriale che, tra l'aprile e il luglio dello scorso anno, aggredì tre donne in box condominiali nei quartieri Ardeatino e Bufalotta della capitale.

LE CONCLUSIONI DELL'ACCUSA  - "Bianchini è lo stupratore seriale; c'è la presenza tutti gli elementi-tipo: feticista di biancheria intima, possessore di materiale pornografico, ossessionato dal sesso, e altro". Sono le conclusioni del pm Nespola all'esito del quale ha chiesto ai giudici della VII sezione del tribunale di Roma, presieduta da Aldo Scivicco, la condanna di Luca Bianchini a 15 anni di reclusione. Il pm ha ricostruito i tre episodi contestati al giovane, risalenti al 2 aprile, al 2 giugno e al 3luglio sempre del 2009 sostenendo che "tutti e tre gli episodi hanno avuto simili profili e soprattutto l'esito delle analisi ha dato esito positivo con l'estrapolazione del Dna di un uomo". L'attività investigativa di tipo logico-interpretativo è stata inizialmente unita dalle dichiarazioni delle donne stuprate che hanno fornito "elementi certi: uomo italiano di circa 30 anni, 1.70 di altezza, occhi scuri, voce non profonda, carnagione chiara fare impacciato, che simulava rapine". Poi le indagini a tutto campo e una 'testimonianza-chiavè il 9 luglio 2009: "Al commissariato di Tor Carbone - ha detto il pm - si presenta una donna. Fornisce la targa di una macchina di un uomo che 4 anni prima l'aveva seguita. Verifiche anagrafiche portarono a un'autovettura intestata alla madre di Bianchini, già conosciuto per un episodio di tentata violenza" per il quale nel 1997 fu ritenuto non imputabile perchè al momento dei fatti non capace d'intendere e volere. Parte fondamentale della requisitoria è stata quella in cui sono stati esaminati i dati del Dna. "Il 10 luglio 2009 - ha detto il pm - è stato effettuato un tampone boccale di Bianchini; era presente lo stesso profilo genetico del responsabile delle 3 aggressioni. Il 27 luglio 2009, a garanzia delle parti, si è proceduto a nuovo tampone che ha fatto emergere la compatibilità totale tra il profilo di Bianchini e lo stupratore. E poi, non bisogna dimenticarlo, Bianchini viene riconosciuto in aula dalle donne stuprate come aspetto ma anche e soprattutto dalla voce". Nonostante la sentenza del 1997, per il pm Nespola "Bianchini oggi è soggetto imputabile, non ha scompensi psichici, è ossessionato da pensieri di tipo sessuale". Ragioni, queste, che secondo il pm devono portare alla sua condanna a 15 anni di carcere e alla non concessione delle attenuanti generiche "per la gravità dei fatti contestati commessi con modalità di una persona perfettamente lucida, e per il pericolo della reiterazione dello stesso reato".

 
 

[19-05-2010]

 
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