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'L'angelo della morte', il serial killer degli ospedali

sospetti su un ex infermiere di 65 anni

Ci sarebbe un sospettato al vaglio della procura di Tivoli, competente nell’inchiesta sul presunto serial killer degli ospedali.  Dopo le indiscrezioni filtrate nei giorni scorsi e riprese da alcuni organi di stampa, dal gruppo investigativo “cold case” della questura sarebbe stata inviata un’informativa con il nome dell’indiziato. 

I sospetti porterebbero ad Angelo Stazzi, un ex infrermiere 65enne, già in carcere dallo scorso autunno per l’omicidio di Maria Teresa Dell'Unto, una ex collega uccisa nel 2001.  

I presunti omicidi all’attenzione della sezione "cold case" sono dieci, morti avvenute a Roma e provincia tra il 2007 e il 2009, tutte attribuite all’epoca a cause natuali o per incidente domestico.  L’ipotesi presa in considerazione dagli inquirenti è che le vittime passano essere state uccise volontariamente con delle punture che avrebbero causato emboli. Per queste morti, i familiari stessi non chiesero supplementi di indagine.  

Gli uomini della "cold case" avrebbero però trovato alcuni riscontri indiziari, grazie a tecniche investigative non disponibili al momento della morte delle donne. Se le notizie venissero confermate, a Stazzi si imputerebbe un ruolo da "angelo della morte" che potrebbe agito sia per motivi economici sia per porre fine alle sofferenze delle anziane vittime.

Un profilo subito smentito dai legali dell’uomo, che hanno parlato di un unico omicidio a carico del proprio assistito, maturato nell’ambito di una relazione sentimentale conflittuale.  Sarebbe stato lui stesso inoltre a collaborare indicando il terreno di campagna dove il cadavere fu dissotterrato.  Nei mesi scorsi l’abitazione dell’ex infermiere sarebbe stata perquisita, senza che nulla trapelasse a suo carico.  Su di lui ora si allunga l’ombra del killer seriale.  Un’accusa respinta con forza dai due avvocati che definiscono la ricostruzione “inverosimile e diffamatoria”.

 
 

[18-05-2010]

 
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