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Clonavano carte di credito e documenti

sgominata banda italo russa

Rubavano numeri di carte di credito, date di nascita, password, nomi, indirizzi e conti bancari. Una volta in possesso dei dati erano in grado di realizzare carte di credito e documenti falsi. A farlo era un gruppo criminale composto da elementi della criminalità calabrese ed esperti hacker. La banda è stato sgominato questa mattina in un’operazione dei carabinieri di Roma, che ha portato all’arresto di 23 persone.

Il gruppo, dalla russia, si inseriva nelle banche dati di tutto il mondo e rivendeva i codici alle centrali di clonazione a Milano, Brescia e Napoli. A guidare la banda era guidata da alberto fusinato, ex collaboratore di giustizia non più sotto tutela. L’organizzazione aveva base a roma e connessioni con altre 11 regioni italiane.

L’indagine dei carabinieri è partita nel dicembre 2008, dopo una denuncia della American Express. I carabinieri, coordinati dalla procura di Roma, hanno seguito per quasi 2 anni l’attività della banda, attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche, ma anche con pedinamenti e analisi delle transazioni effettuate.

Il volume d’affari era altissimo. Solo negli ultimi mesi il gruppo aveva acquisito dati da organizzazioni russe per oltre 50.000 euro, il che avrebbe potuto portare a guadagni fino ad 1 milione di euro. Nel mirino dell’organizzazione c’erano molti negozi di lusso del centro di roma e centri commerciali in diverse città italiane. La merce, acquistata con le carte clonate, veniva poi rivenduta in calabria a commercianti compiacenti.

"E' stata un'indagine complessa condotta con metodo sofisticati e tecnologicamente avanzati come le intercettazioni telematiche, telefoniche e analisi informatiche - ha detto Nello Rossi, procuratore aggiunto di Roma - ma dall'altro lato anche con metodi tradizionali come pedinamenti e sopralluoghi". Il comandante del Reparto Operativo del Comando provinciale di Roma, colonnello Salvatore Cagnazzo, ha spiegato: "Le indagini vanno avanti. A Roma c'è un numero crescente di denunce di vittime di carte clonate".
 

[18-05-2010]

 
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