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Il pallonaro Roma
 
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Roma, vittoria amara

I giallorossi battono 2-0 il Chievo, ma lo scudetto Ŕ dell'Inter. A fine gara, i tifosi ringraziano la squadra.

Il miracolo non è avvenuto. E’ questa la sintesi del commiato giallorosso a questo campionato. Quello che incorona per la diciottesima volta l’Inter, ma che resterà a lungo nella memoria dei tifosi romanisti, e non solo per la rimonta senza precedenti su cui possono e debbono pesare pochi rimpianti per il titolo non vinto. Resterà per il ritrovamento di una squadra: la stessa squadra dispersa per un anno e qualche spicciolo, e rimessa insieme da un nuovo condottiero di nome Claudio Ranieri. Non è bastato a togliere uno scudetto quasi scontato a una delle squadre più forti del mondo. E’ bastato, però, a metterle prima paura e poi ansia. E il simbolo di questa stagione non può che essere quello dei ventimila sostenitori giallorossi giunti a Verona che, dopo il novantesimo e a campionato appena perso, hanno continuato ad agitare sciarpe e bandiere e a cantare.
Vittima sacrificale della squadra di Ranieri nell’ultima di campionato è stata il Chievo di Mimmo Di Carlo, abbondantemente salvo da tempo. Una sfida durata 45 minuti, e per il resto disputata con le orecchie tese alle radioline. Per affrontare i gialloblu, il mister di Testaccio schiera la formazione prudente, con Perrotta e Taddei a centrocampo e Menez in panchina. Sulle fasce di difesa, ad ammortizzare l’assenza di Riise ci pensano Cassetti e Motta. Ancora in panchina Luca Toni. Per sfondare il muro dei padroni di casa, la Roma impiega 39 minuti. 39 minuti fatti però di molte occasioni, alcune clamorose. Ad aprire le danze del bombardamento verso la porta difesa, per l’occasione, da Squizzi, ci pensa Francesco Totti, che centra l’ennesimo legno di questo finale di stagione con un destro da posizione favorevole. Subito dopo, ancora il capitano da distanza ravvicinata prima costringe Squizzi a un grande intervento e poi mette di poco a lato il pallonetto del vantaggio. Infine, a concludere la fiera dei gol sbagliati ci si mettono in due: prima Vucinic e poi Totti, infatti, mancano sottoporta la deviazione su un gran pallone di Taddei. A sfatare il tabù della porta veronese ci pensa proprio Mirko Vucinic, che raccoglie una verticalizzazione di De Rossi, favorita dal movimento di Totti, e trafigge Squizzi con un bolide di destro. Giallorossi in testa alla classifica, visto che l’Inter ancora non sfonda, e non solo: prima della fine del primo tempo, Daniele De Rossi blinda il successo con un missile di destro scagliato dai 25 metri, che si insacca sotto al sette. I primi 45 minuti si chiudono, dunque, con la Roma al primo posto.

Il secondo tempo, come prevedibile, ha poco senso. Viene giocato in apnea per 11 minuti, tanti bastano a Diego Milito per riportare lo scudetto a Milano. Per il resto, è accademia a basso ritmo, con l’inerzia ora da una parte, ora dall’altra. Spazio finale per Brighi, Mexes e Tonetto (quest’ultimo all’addio alla maglia giallorossa). 
Al solito, la radiografia migliore di questo campionato la traccia Claudio Ranieri: è normale che abbia vinto l’Inter, ma la vera protagonista è stata la Roma. Una squadra in grado di riaprire un campionato già chiuso, dopo una partenza da lacrime. Una squadra che sa di avere alcune certezze, a partire proprio dall’allenatore (da confermare in poche ore), passando per Giampiero Montali e arrivando ad alcuni giocatori come Juan, Riise, Pizarro, De Rossi, Vucinic e, non solo sul piano dell’immagine e del carattere, Francesco Totti. Un’ossatura da costruire su questi nomi e su altri (Julio Sergio, Menez). La prima mossa di mercato dovrà essere la conferma di Burdisso, cui dovranno seguire un paio di innesti di prim’ordine (un terzino destro e un centravanti, che si chiami o meno Luca Toni) e parecchi ricambi, da selezionare in base alle uscite. E, ovviamente, qualche giovane da far crescere altrove, come Cerci o Andreolli. Un lavoro che potrebbe essere, anche economicamente, alla portata della Roma. Non servirà ad avere una rosa come quella dell’Inter, ma servirà a morderne le calcagna. E poi, chissà.

Simone Luciani

Chievo-Roma 0-2

CHIEVO: Squizzi; Sardo, Scardina, Yepes, Jokic; Luciano, Iori (dal 33' st Moro), Ariatti (dal 13' st De Paula); Bentivoglio; Granoche (dal 23' st Bogdani), Pellissier. (A disp.: Sorrentino, Frey, Rigoni, Marcolini) All.: Di Carlo.
ROMA: Julio Sergio; Motta (dal 30' st Mexes), Juan, Burdisso, Cassetti (dal 24' st Tonetto); Pizarro, De Rossi (dal 25' st Brighi); Taddei, Perrotta, Vucinic; Totti. (A disp.: Lobont, Cerci, Menez, Toni) All.: Ranieri.

MARCATORI: Vucinic al 39' pt, De Rossi al 46' pt
ARBITRO: Tagliavento di Terni
NOTE: giornata soleggiata, ammonito Iori.

[17-05-2010]

 
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