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Webber ora fa sul serio

L'australiano vince a Monaco, precedendo Vettel e Kubica. Ferrari in chiaroscuro.

Prosegue a Montecarlo il dominio Red Bull: sesta pole consecutiva e doppietta in gara. Come una settimana fa, a vincere tuttavia non è il predestinato Vettel, bensì l'antieroe Mark Webber, che a 33 anni e mezzo si gode un trionfo inaspettato e raggiunge il compagno di team in vetta al Mondiale. I due approfittano al meglio del missile di cui dispongono, soprattutto in assetto da qualifica, e fanno tesoro degli errori e delle disavventure dei rivali per il titolo.

Jenson Button, ad esempio, è costretto a dire addio ai sogni di gloria dopo pochi km per rottura del motore, pur se la sua Mclaren qui non era molto a suo agio, come conferma la prima performance opaca della stagione di Hamilton, quinto senza entusiasmo sotto la bandiera a scacchi. Si mangia le mani e forse anche qualcosa di più invece Fernando Alonso. A differenza di Massa (onesto quarto), lo spagnolo aveva mostrato nelle libere di essere l'unico che poteva contrastare lo strapotere del duo della Bibita. Purtroppo, partire in fondo alla griglia a Monaco è l'ultima cosa da fare. Va però dato atto all'asturiano di averci messo cuore, piede e determinazione, per compiere una splendida rimonta sino alla ssta posizione (dopo che i commissari hanno giudichato non valido il sorpasso di Schumacher all'ultimo giro). Bisogna ringraziare lui, al di là dei classici occasionali crash, se il pomeriggio non è stato del tutto dominato dalla noia. Detto del buon decimo posto artigliato da Liuzzi, sulle strade del Principato altra maiuscola prestazione da parte di Kubica, terzo con la sua affidabile Renault Ape Maia. Vien da chiedersi cosa avrebbe potuto fare guidando una Rossa. La risposta l'avremo il prossimo anno?

Giu. Cil.

[16-05-2010]

 
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