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Robin Hood

di Ridley Scott. Con Russell Crowe, Cate Blanchett

di Alessio Palma

Dal 1199, anno della morte di Re Riccardo, al 1215, data della firma della Magna Carta, la storia di Robin Longstride, arciere dell’esercito britannico in Francia durante la Terza Crociata. Tornato in patria dopo l’uccisione del sovrano in battaglia, si reca a Nottingham, dove lo sceriffo locale impone ai cittadini un duro regime di tassazione e dilagano furti e corruzione. Qui s’innamora della vedova Marion Loxley, proprio mentre l’Inghilterra precipita verso la guerra civile a causa del malgoverno di Re Giovanni.

Ridley Scott ritorna nella sua Inghilterra. Dopo gli americani, per stile e ambientazione, AMERICAN GANGSTER e NESSUNA VERITA’, s’imbarca in un progetto probabilmente più sentito e pur sempre in linea con le ambizioni magniloquenti e a volte pompose di molte sue opere. Decide, significativamente, di occuparsi di un momento inedito nella leggenda del celebre personaggio, cioè quello che precede la sua condizione di fuorilegge e sostentatore dei più poveri. E, al tempo stesso, lascia filtrare un generico messaggio politico aggiornato ai tempi raccontando a suo modo la nascita di una nazione mediante l’unione dei cittadini per la rivendicazione dei propri diritti.

ROBIN HOOD è un film epico e avventuroso di buon livello, soprattutto se confrontato con i risultati piuttosto desolanti del genere negli ultimi anni - si pensi a opere come TROY o 300 -. Scott può contare su un cast in parte - Crowe, Blanchett, Hurt su tutti -, con la parziale eccezione dello scialbo Mark Strong e di un Max Von Sydow non del tutto controllato. Ma, soprattutto, riesce a infondere energia a uno schema drammaturgico in fondo prevedibile senza eccedere nelle sue consuete pesantezze di regia e controllando la macchina spettacolare.

Così i segmenti più concitati - le potenti scene di battaglia, tra tutte quella finale sulla spiaggia - e quelli maggiormente raccolti o addirittura umoristici trovano un’alternanza convincente di dinamismo e pathos. Certo, è un cinema ormai non necessario e che a conti fatti non riesce a replicare la magia delle impeccabili narrazioni classiche della Hollywood di un tempo. Eppure ROBIN HOOD si dimostra un prodotto solido che mantiene fede al suo proposito principale: intrattenere per due ore e venti.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[13-05-2010]

 
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