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La nostra vita

di Daniele Luchetti. Con Elio Germano, Raul Bova

di Francesco Picerno

Claudio è un operaio edile con due figli a carico e una moglie incinta. L'improvvisa morte della donna sconvolge  la sua esistenza costringendolo a fare i conti con la sua vita sentimentale e lavorativa.

Dopo il discreto successo di MIO FRATELLO E’ FIGLIO UNICO, Luchetti torna alla regia raccontando questa volta un dramma dominato dall’avidità e la sete di denaro. Protagonista di nuovo Elio Germano. Interamente girato nella periferia romana - Bufalotta, Ponte di Nona – il film è anche un racconto sociale di realtà come il proletariato e l'immigrazione clandestina.

Come sempre nel cinema di Luchetti è impeccabile la direzione degli attori. Spicca Elio Germano che dopo molti passi falsi  - COME DIO COMANDA - interpreta di nuovo un ruolo forte che gli permette di esprimere al meglio le potenzialità. Il resto del cast non è da meno: bravissimo Colangeli e sorprendente Raul Bova, in un ruolo assolutamente atipico per i suoi standard. Tra gli altri pregi della pellicola anche il taglio registico e la sceneggiatura, che per un’abbondante parte di film sorprende per qualità, ritmo e tratteggio psicologico dei personaggi.

I temi sono molti, si passa dal lutto alle problematiche sociali della periferia romana, ma la trama regge grazie anche ad un approccio naturalistico che lascia poco spazio alla retorica - se si escludono i discutibili intermezzi musicali con la canzone di Vasco Rossi -. Neanche la presenza di qualche buco narrativo - specialmente nella parte finale, dove si perde un po’ di chiarezza - danneggia un film nel complesso molto ispirato. In attesa dell’accoglienza a Cannes, ci si augura qualche riconoscimento, magari proprio per il suo protagonista.

 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[13-05-2010]

 
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