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I premi Oscar 2007

Trionfo per Scorsese e il suo The Departed

 di Svevo Moltrasio

La 79esima edizione degli Academy Awards è stata come da previsione nel segno di Martin Scorsese. Il regista italo-americano al sesto tentativo è riuscito a portare a casa l’ambita statuetta per la regia, e al suo ultimo lavoro The Departed è andato anche il riconoscimento per il miglior film (nel complesso ne ha ottenuti 4). Quello di Scorsese era un successo annunciato: con un tifo da stadio, dall’Italia a Hollywood, pare proprio che si dovesse rimediare a questa ingiustizia e poco importa che tre delle sei nominations ottenute in carriera dal regista siano venute per gli ultimi lavori, opere ben lontane da capolavori come Casinò o Taxi Driver completamente ignorati dalla Academy. Certo vista l’apparente parabola discendente del regista questo The Departed, pur con tutti i suoi limiti di film di genere, può sembrare una scelta dignitosa per un riconoscimento alla carriera (ma non va dimenticato che tanti grandi autori se ne sono andati senza piangere per un vuoto in bacheca, e pensiamo solo per fare due nomi ad Alfred Hitchcock e Stanley Kubrick).

Piuttosto prevedibile anche il resto dei riconoscimenti: Helen Mirren (The Queen) e Forest Whitaker (L’ultimo Re di Scozia) per le loro interpretazioni da protagonisti avevano già vinto ovunque, e l’Oscar ha segnato la definitiva consacrazione di due grandi prove. Stesso discorso per la non protagonista Jennifer Hudson (Dreamgirls); mentre più combattuta è stata la stessa categoria maschile dove l’ha spuntata il veterano Alan Arkin interprete di Little Miss Sunshine, ennesimo fenomeno della cinematografia indipendente americana che ha ottenuto anche il riconoscimento per la miglior sceneggiatura originale.

Solo un premio minore sia per Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood (missaggio sonoro) che per Babel (colonna sonora): ma se per il primo è stata già una vittoria entrare nella cinquina più importante, per il film del regista messicano Inarritu, con ben 7 nominations, invece si può parlare di delusione (evidentemente l’Academy non ha abboccato più di tanto alla furberia dell’opera). Anche il cinema italiano ha ottenuto soddisfazioni grazie al meritato premio per i costumi di Milena Canonero (Marie Anotinette) e per il commovente e commosso Ennio Morricone che ha ritirato il riconoscimento alla carriera proprio dalle mani di Eastwood. Annunciato anche il premio ad Al Gore e al suo documentario Una Scomoda Verità, mentre spiace la vittoria di Happy Feet nei film d’animazione a discapito di un capolavoro come Cars. Qualche sorpresa nel premio al film straniero, dove il sopravvalutato Il Labirinto del Fauno, dopo aver ottenuto 3 riconoscimenti (per la fotografia, la scenografia e il makeup), si è visto soffiare quello più ambito dal tedesco Das Leben der Anderen (Le Vite degli Altri).

Nella relatività di queste premiazioni la gara ad elencare gli esclusi è davvero superflua: quello che possiamo rilevare, vista l’improbabilità di una nuova vittoria di Eastwood troppo ravvicinata a quella di due anni fa per Million Dollar Baby, avremmo preferito qualche riconoscimento in più all’elegante The Queen di Stephen Frears. E con dispiacere già sapevamo che registi del calibro di Michael Mann (Miami Vice), Spike Lee (Inside Man) e Christopher Nolan (The Prestige), avrebbero partecipato solo in qualità di spettatori.

 
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[26-02-2007]

 
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