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Le ultime 56 ore

di Claudio Fragasso. Con Gianmarco Tognazzi, Luca Lionello, Barbora Bobulova

di Flavia D'Angelo

Paolo Manfredi è un poliziotto dal carattere difficile, esperto in negoziati che termina il più delle volte a pistolettate. Il Colonnello Moresco è un veterano delle missioni di pace, la sua famiglia è il plotone di cui è comandante. I suoi soldati però si ammalano uno dopo l’altro, senza che l’Esercito riconosca il legame tra la malattia e l’esposizione a munizioni all’uranio durante le missioni. Le vite dei due uomini si scontreranno quando Moresco prenderà una decisione irreversibile.

Claudio Fragasso torna al cinema con un film che è insieme omaggio ai film di genere degli anni Settanta e Ottanta e tentativo di adattare la categoria per traghettarla nel nuovo decennio. L’operazione, che ebbe un certo successo con PELERMO – MILANO SOLO ANDATA (1995), mostra però qui numerosi limiti e non riesce a rivolgersi a un pubblico più ampio di quello di estimatori della coppia formata da Fragasso e dalla co-autrice storica Rossella Drudi.

LE ULTIME 56 ORE è un omaggio completo a tutti i generi del film di genere: dal poliziottesco al bellico, dal melò all’impegnato. Il personaggio del Vice Questore Manfredi è catapultato in motocicletta direttamente dagli Anni Settanta, così come l’iconografia eroica dei “12 apostoli” del Colonnello Moresco rimanda inesorabile alla retorica di certi film del periodo. Senza mai dimenticare le sue origini registiche, Fragasso gira alcune sequenze dentro l’ospedale con lo stesso stile di film culto come ZOMBI 3 e ugualmente non si cura del realismo dell’intera vicenda, facendo addirittura (brevemente) resuscitare una persona in coma nei primi dieci minuti di film.

Il difetto principale è proprio il gusto per l’eccesso, coltivato fuori tempo massimo. Nel momento in cui il film vuole rivolgersi a un pubblico più ampio, resta purtroppo confinato nel genere. Manca probabilmente quella furbizia che permette a molti autori di usare tutti gli strumenti e gli stratagemmi del mestiere – che Fragasso e la Drudi conoscono a perfezione – per costruire prodotti di “serie A”. Paradossalmente, il gusto dell’eccesso e la lentezza che si accusa a tratti farebbero del film un valido prodotto televisivo.

 

 


Secondo te quanti euro merita??
 

[06-05-2010]

 
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