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Casa con vista sul Colosseo

Scajola si dimette da ministro dello Sviluppo economico

La poltrona di ministro dello Sviluppo economico di Claudio Scajola cade da un primo piano con vista Colosseo.  In via Fagutale 2, a un passo dai Fori Imperiali, Scajola comprò nel 2004 l’immobile di 180mq e nove vani (Raul Bova e Lory del Santo come vicini di casa) per una cifra di 610 mila euro: l’affare del secolo, considerando i 3.400 euro a mq pagati a fronte di un valore commerciale ben superiore ai 10 mila. 

Cifre irrisorie che insospettiscono, così come altre movimentazioni dubbie attribuite ad angelo zampolini, segnalate dalla deutsche bank alla banca di italia, e da questa alla guardia di finanza.  L’architetto è uno dei fedelissimi di Diego Anemone, l’imprenditore finito in carcere nell’ambito dell’inchiesta sui grandi eventi. L’ipotesi della magistratura è che alla cifra dichiarata nell’atto notarile, ottenuta con un mutuo al banco di Napoli, ci siano da aggiungere altri 900 mila euro versati a nero alle proprietarie, le sorelle Papa.

Sarebbe stato proprio l’architetto a consegnare nel suo ufficio, il giorno del rogito, gli assegni circolari per il pagamento.  Lo confremerebbero le testimonianze rese dallo stesso zampolini e dalle due acquirenti. Il nome di Scajola al momento non è sul registro degli indagati, ma le indiscrezioni filtrate sono pesanti come macigni finendo per accelerare il corso degli eventi.  Dopo i primi indugi, il Pd ha chiesto a Scajola di venire a spiegare in aula, mentre Di Pietro ha proposto una mozione di sfiducia per le sue dimissioni. 

Ha retto finchè ha potuto la difesa ad oltranza di scajola e del governo, sostenendo la linea ormai abusata del complotto mediatico.  Da Tunisi, dove era in missione, scajola aveva fatto sapere di essere disposto a rispondere solo dopo aver parlato con i magistrati il 14 maggio.  Troppi per una maggioranza sempre più in fibrillazione. Dopo averlo invitato a resistere, già ieri lo stesso Berlusconi avrebbe cominciato già a pensare a un sostituto. Oggi infine le dimissioni e la fine anticipata (per la seconda volta) dell’esperienza da ministro di scajola.  È tutt’altro che finita invece l’inchiesta sulla cricca grandi eventi: nata a Firenze e transistata da perugia, ha messo gli occhi su la Maddalena, l’Aquila, le piscine mondiali, i festeggiamenti per l’unità di Italia e adesso sui palazzi dorati della capitale.  

LA REPLICA DI SCAJOLA - "Non potrei mai abitare in una casa comprata con i soldi di altri", ha affermato Scajola. Per la prima volta in dieci giorni, Scajola ha però preso in considerazione l'ipotesi che gli assegni che gli vengono contestati siano effettivamente stati versati: "Se dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata pagata da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l'interesse, i miei legali eserciterebbero le azioni necessarie per l'annullamento del contratto".

 
 

[04-05-2010]

 
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