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Morte di Stefano Cucchi

l'ordine dei medici convoca consiglio staordinario

È stato convocato per stasera un consiglio straordinario dell’ordine provinciale dei medici-chirurghi e odontoiatri di Roma. La decisione d’urgenza è stata presa dal presidente dell’ordine Mario Falconi in seguito agli sviluppi dell’inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, il 22 ottobre scorso.

Nel capo di imputazione dei pm della Procura di Roma Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy, depositato lo scorso 30 aprile, ad emergere è che Stefano Cucchi è stato lasciato morire. I Pm sostengono che i medici e gli infermieri abbiano abbandonato Stefano Cucchi anziché prendersi cura di lui, nonostante Cucchi fosse nello stato di incapacità di provvedere a se stesso.

Le condizioni di salute del ragazzo avrebbe richiesto il pieno attivarsi dei sanitari. Secondo i pm, invece, i medici avrebbero omesso di adottare i più elementari interventi terapeutici e di assistenza. In particolare, tra le varie omissioni contestate al personale ospedaliero ce ne è una che riguarda la mancata somministrazione di acqua e zucchero, dato che i valori di glicemia ematica di Stefano Cucchi erano al di sotto della soglia ritenuta pericolosa per la vita.
“Torno a ribadire” afferma il presidente dell’ordine provinciale dei Medici-chirurghi, Mario Falconi, “che l’ordine sarà inflessibile se verranno accertate le responsabilità che al momento vengono addebitate ad alcuni dei nostri iscritti.” Sul particolare della mancata somministrazione del bicchiere di acqua e zucchero, Falconi sostiene che “è privo di valenza scientifica far credere che Stefano Cucchi poteva essere salvato con un semplice bicchiere di acqua e zucchero. Sostenere questa tesi” prosegue Falconi “significa accreditare l’idea di dirigenti ospedalieri, medici e infermieri totalmente incompetenti o peggio indifferenti, al limite del sadismo”.

Sono tredici in tutti gli indagati. Per sei medici, tre infermieri e un dirigente del provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria le accuse sono a vario titolo di favoreggiamento, abbandono di incapace, abuso d’ufficio e falsità ideologica. Tre agenti penitenziari sono invece accusati di lesioni e abuso di autorità.
A riguardo, il presidente dell’ordine provinciale dei Medici ha chiesto che inflessibile sia anche l’atteggiamento nei confronti dei tre agenti. Sia che si tratti di “camici bianchi o divise” dice Falconi “non ci possono essere aree di impunità o tolleranza”. “Non ci stiamo a prenderci colpe e cause che ci vengono scaricate addosso forse per alleggerire altre spalle da questo carico di accuse”, conclude Falconi.

Rivolgendosi alla famiglia Cucchi, il cui legale il 30 aprile aveva detto che “le ultime ore di Stefano ricordano quelle degli internati di Auschwitz,” il presidente Falconi ha chiarito che “se saranno accertate omissioni di cura o falsificazioni di certificati, anche se indotte o peggio imposte, prenderemo provvedimenti esemplari”.

 
 

[04-05-2010]

 
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