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In caso di casa chiama Scajola

il ministro fa l'affare immobiliare del secolo, o no?

 Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha un gran fiuto per gli affari immobiliari: nel 2004 ha acquistato una casa in pieno centro di Roma, in via del Fagutale 2, con tanto di vista sul Colosseo ad un prezzo da far gola a Roberto Carlino, mago degli affari del mattone (ed ora consigliere regionale ma questa è un’altra storia).

L’immobile di pregio di circa 180 mq (foto) è costato al ministro “solo” 610.000 euro, se non è l’affare immobiliare del secolo poco ci manca, peccato però che la magistratura sta indagando su questa strano compravendita avvenuto nel luglio del 2004. Il sospetto è che il Claudio Scajola per acquistare l’appartamento di 180 mq abbia utilizzato compensi provenienti da Diego Anemone, uno degli imprenditori ora in carcere nell’ambito dell’inchiesta sul G8, soldi a nero dati a Scajola sotto forma di assegni come contropartita per l’aggiudicazione di alcuni appalti per conto del Viminale. Conferme a sostengo degli inquirenti sarebbero arrivate anche da una deposizione dell’architetto Zampolini, uomo di fiducia di Anemone e regista dell’operazione, messa a verbale il 23 aprile scorso. Zampolini (l’architetto del nuovo centrale del tennis di Roma) avrebbe smentito la versione presentata dallo stesso ministro che ha sempre escluso di aver ricevuto altri soldi oltre ai 610.000 euro che risultano nel documento notarile.

 “Il giorno del rogito portai gli assegni circolari direttamente al ministero, dove si doveva stipulare l’atto –ha dichiarato Zampolini- Ricordo che erano presenti il ministro Claudio Scajola, le due venditrici e il notaio. Consegnai i titoli direttamente al ministro”. Si tratta di 80 assegni circolari per un valore di 900.000 euro necessari per integrare i 610.000 euro dichiarati da Scajola. A smentire il ministro dal naso sempre più lungo ci sono anche dei nuovi documenti bancari consegnati alla Guardia di Finanza dalle sorelle Beatrice e Barbara Papa, proprietarie dell’appartamento con vista sul Colosseo. Si tratta di estratti conto e altri attestati finanziari per dimostrare che non sono loro ad aver mentito sul prezzo, nè sulle modalità di consegna del denaro.

 Insomma in questa operazione immobiliare c’è molto di sospetto, al momento Scajola ancora non risulta indagato ma le sue dichiarazioni sono state già smentite da due testimoni. Il lato positivo di tutta questa “sporca” faccenda è che, comunque vada a finire, sappiamo a chi rivolgerci in “caso di casa”.

“Se dessero ai romani il contatto con l’agenzia immobiliare che ha favorito questo affare, ci andremmo tutti”, ha detto il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. “Certo che 180 metri quadri a 600 mila euro per un appartamento su vista sul Colosseo è qualcosa di surreale per qualsiasi romano che cerca casa o che paga un affitto: o si tratta di circonvenzione di incapace – conclude Zingaretti – o c’è qualcosa che non sappiamo, o c’è qualcosa che non torna”. Avesse per caso ragione Zingaretti?

 
TAG: scajola
 

[04-05-2010]

 
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