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Caso Cucchi: chiusa l'inchiesta

i medici rischiano 8 anni, il ragazzo fu picchiato e non curato adeguadamente

Non c'è più l'omicidio colposo tra i reati formulati dalla procura di Roma in relazione alla morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni deceduto il 22 ottobre scorso dopo essere stato arrestato dei giorni prima dai carabinieri per spaccio di droga.

A carico dei medici, infatti, i pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy hanno contestato il favoreggiamento, l'abbandono di incapace, l'abuso d'ufficio, e il falso ideologico. Lesioni e abuso di autorità sono invece le ipotesi di reato attribuite agli agenti della polizia penitenziaria.

Lo scenario che emerge dall'avviso di fine indagine firmato dai pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy e dal procuratore Giovanni Ferrara, conferma dunque che Stefano Cucchi fu picchiato dagli agenti della polizia penitenziaria e, di fatto, non curato dai medici dell'ospedale Sandro Pertini, i quali, pur avendo ben presenti le patologie di cui soffriva il ragazzo nel corso della degenza, "volontariamente omettevano di intervenire".

CADUTA IPOTESI OMICIDIO COLPOSO - Il reato di omicidio colposo era stato inizialmente ipotizzato ai carico dei medici dell'ospedale Sandro Pertini dove era stato ricoverato Cucchi, mentre quello di omicidio preterintenzionale (anche questo caduto dopo il deposito della consulenza medica) era stato contestato agli agenti della penitenziaria che avevano in custodia il ragazzo nelle celle di sicurezza del tribunale di Roma poco prima dell'udienza di convalida dell'arresto.

MEDICI RISCHIANO OTTO ANNI DI CARCERE
- Secondo i magistrati della procura di Roma, la morte di Stefano Cucchi sarebbe conseguente all' ''abbandono di persona incapace": questo profilerebbe una accusa nei confronti dei medici e infermieri del Pertini, più grave dell'omicidio colposo, sanzionabile fino ad 8 anni di reclusione.

"Noi siamo molto soddisfatti dell'attività investigativa dei pm: il reato di abbandono di incapace è terribile, peggio dell'omicidio colposo". L'avvocato della famiglia Cucchi Fabio Anselmo commenta così la chiusura delle indagini sulla morte del geometra romano.

 
 

[30-04-2010]

 
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