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Cosa voglio di pił

di Silvio Soldini. Con Alba Rohrwacher, Pierfrancesco Favino

di Rosario Sparti

Anna ha un modesto impiego fisso che le piace, delle colleghe di lavoro con cui scherza e si confida, un capo che l’apprezza, un marito affettuoso, sempre gentile e premuroso, ma forse le manca qualcosa. Le manca uno stimolo, da inserire in quella vita sempre uguale a se stessa che ormai la soffoca, giorno dopo giorno. Uno stimolo che ha una faccia, quella di Domenico, sposato e con due figli piccoli, un lavoro opprimente ed una crisi economica che lo divora ora dopo ora. Tra i due scatta immediatamente la passione, quella fisica, sessuale. Menzogna dopo menzogna, il rapporto si complica, subentra il sentimento.

Il regista Silvio Soldini prosegue il discorso, già al centro del precedente GIORNI E NUVOLE, sulle relazioni di coppia al tempo della crisi economica. Questa volta, al centro della storia, è una passione irrefrenabile che scombussola le carte di due coppie, interpretate da un cast in grande forma e che vede spiccare una Alba Rohrwacher, mai così sensuale, e un sempre più solido Pierfrancesco Favino.

Il film, passato fuori concorso all’ultimo festival di Berlino, sembra essere la classica storia italiana sulle coppie in crisi, ma, è nell’occhio e la penna del regista che si respira una atmosfera differente. In una Milano divisa tra la giungla urbana e lo skyline dell’hinterland, affiorano le mancanze quotidiane che conducono i protagonisti al bivio tra la passione e il senso di responsabilità, una lotta interiore di fronte alle emozioni e quanto e si pensa sia giusto fare della propria vita.

Con una vena di realismo documentarista, evidente anche nelle scene esplicite scene di sesso, il regista rimane incollato ai suoi personaggi senza mai giudicarli, così che ci vengano raccontati senza quel pietismo o retorica che spesso ammorba le pellicole italiane con personaggi o situazioni similari. Purtroppo il film sconta una lentezza e un ripetersi delle situazioni che finisce per appesantire il ritmo dell’opera, rendendola meno godibile di quanto sarebbe potuta risultare. Grazie a un finale aperto dal sapore amaro, questi personaggi senza alternative sembrano però  avere la possibilità d’un futuro riscatto.

 

 


Secondo te quanti euro merita??
 

[29-04-2010]

 
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