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Brucia una baracca al Laurentino

muore un operaio romeno

Il corpo di un senza tetto, reso irriconoscibile dalle fiamme, è stato scoperto dai vigili del fuoco tra i resti di un piccolo rudere che poco prima delle 2 - nella notte tra sabato e domenica - che è stato distrutto dalle fiamme.

L'uomo è morto carbonizzato nel casolare abbandonato dove passava le notti assieme a quattro o cinque connazionali senza casa. Un'altra tragedia della disperazione e della miseria nelle campagne che lambiscono la Laurentina, oltre il raccordo anulare. La vittima è un romeno di 39 anni che si guadagnava da vivere facendo l'operaio e spediva quasi tutti i soldi in patria alla moglie e ai tre figli. E' stato il fratello a identificarlo grazie alla catenina che portava al collo.

Nessun precedente penale, in regola (come tutti i romeni, oggi cittadini comunitari) con i documenti di soggiorno, l'uomo non aveva trovato altra sistemazione se non quel rudere dal tetto di lamiera dove si arrangiava come poteva sfidando il freddo, la pioggia, gli insetti, il sudiciume. Una vita ai minimi termini, come quella di tanti altri immigrati costretti ad accettare lavori saltuari e sottopagati.

L'allarme è stato lanciato verso le 2 della notte. L'incendio, quasi certamente, è stato provocato da un fornelletto a gas che qualcuno ha fatto inavvertitamente cadere. Gli altri immigrati sono riusciti a scappare ma il trentanovenne, soffocato dal fumo, ha perso conoscenza ed è caduto a terra. I vigili del fuoco hanno avuto molte difficoltà a raggiungere il casolare che si trova in aperta campagna, lontano dalle strade. Quando, finalmente, i pompieri sono arrivati sul posto il corpo dell'uomo, quasi completamente carbonizzato, era ormai irriconoscibile.

 
 

[26-04-2010]

 
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