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L'intimo sentire della canzone napoletana

La straordinaria biografia di Gennaro Pasquariello al Teatro Due

P.Vanacore - D.Fiorentino - V.Aufiero Di Giuseppe Duca

Un piacevole excursus nel periodo d'oro della canzone napoletana attraverso la straordinaria biografia di Gennaro Pasquariello, uno dei suoi più grandi rappresentanti, ingiustamente dimenticato e in alcuni casi sconosciuto al pubblico di origine non partenopea. Si tende oggi, ad identificare la canzone napoletana attraverso interpreti più recenti, dimenticando invece la bravura, la popolarità, lo stile di personaggi come Pasquariello e i suoi compagni di strada che, raccogliendo grandi successi in Italia e all'estero, restano testimoni insuperabili di un passato ormai sempre più lontano.

Da non perdere, quindi, lo spettacolo in scena fino al 16 maggio al Teatro Due “Aldo Nicolaj”, scritto e diretto da Paolo Vanacore e Luca Silvestri.

“Questo spettacolo – spiega Vanacore - è la realizzazione di un mio grande desiderio, per via di una serie di forti implicazioni personali e culturali che si intrecciano e si alternano fra loro. Un continuo sovrapporsi di immagini, melodie, ricordi, testi, teatri, libri, viaggi, sorrisi, emozioni, lacrime”.

Tra la seconda metà dell’800 e la prima metà del ‘900 si assiste in Italia ad uno dei periodi migliori della canzone napoletana grazie anche all’ispirata opera di autori e compositori straordinari come Libero Bovio, Salvatore Gambardella, E.A. Mario, Aniello Califano e Salvatore Di Giacomo. La parabola artistica del cantante-attore  si colloca proprio in questo arco temporale (1869-1958) nel periodo in cui il glorioso Cafè chantant lascia i locali fumosi dove ebbe le sue origini e si evolve all’interno dei teatri attraverso una forma più articolata e spettacolare: il varietà.

Oltre ad essere uno straordinario cantante, Pasquariello fu anche un eccellente attore per la sua indiscutibile bravura nel rappresentare per primo alcuni caratteri, anticipando così quelle che furono le celebri macchiette di Viviani, Totò e Petrolini.

Lo spettacolo vede l'alternanza di  aneddoti, episodi della vita e della carriera  del grande Pasquariello tratti dal libro “Gennaro Pasquariello, attore e cantante di varietà” di Paolo Vanacore e di indimenticati capolavori, cantati dal vivo, tra cui alcuni grandi successi come “Dicitencello Vuie”, “O’ Surdato ‘nnammurato”, “Era de Maggio”, “Reginella”, “'A tazza e cafè” e tanti, tanti altri.

“Pasquariello è la mia napoletanità perduta – conclude l’autore - che sto fortemente cercando di recuperare, ma anche i miei studi, la passione per una città in cui sono nato e alla quale sono appartenuto quand’ero troppo piccolo. Per motivi misteriosi o forse troppo noti per accorgermene, Napoli mi è rimasta dentro. La bella canzone napoletana non è morta, forse è solo nascosta, ricordata con nostalgia, ma c’è. Esiste”.

In scena al Teatro Due Aldo Nicolaj (vicolo due macelli 37, tel.06.6788259) fino al 16 maggio.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21 domenica ore 18.

[26-04-2010]

 
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