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Emergency, in 50mila a San Giovanni

manifestazione per i 3 operatori

"Una manifestazione di solidarietà e di testimonianza di chi sceglie di stare dalla parte di una organizzazione umanitaria, anzichè dalla parte di chi con la violenza chiude ospedali". Queste le parole di Gino Strada, all'inizio della mobilitazione svoltasi a piazza San Giovanni per chiedere l'immediato rilascio dei tre operatori di Emergency detenuti in Afghanistan.

Una manifestazione che, secondo gli organizzatori, ha portato in piazza 50mila persone, molte delle quali hanno sventolato bandiere o indossato abiti bianchi: questo è il colore della pace, della neutralità, come è su sfondo bianco la bandiera di Emergency. Tra i presenti anche i genitori di Matteo Pagani, ragazzo romano di 29 anni, prelevato dall'ospedale di Lashkar Gah assieme agli altri 2 operatori dell'associazione.  I coniugi Pagani hanno letto sul palco una lettera del figlio: "Non so se è giusto per voi quello che rischio tuttavia sono indignato per quello che vedo e voglio dare un aiuto: questa gente vive con la guerra, bambini non piangono nemmeno quando hanno un braccio a brandelli o vedono qualcuno privo di vita». 

I genitori si dicono fiduciosi su un esito positivo della vicenda: "Stanno lavorando - dice la mamma Gabriella - spero che mio figlio e gli altri stiano bene e vengano rilasciati presto. Certo, ieri sembrava che la situazione fosse prossima a risolversi positivamente. Siamo stati e siamo molto in pensiero". Alla domanda se si sentano sostenuti dal governo italiano, il padre risponde: "Ci ho messo tre giorni a capire se stavano lavorando per la liberazione. Ora sono convinto di sì".

Moni Ovadia, intervenuto per primo sul palco, ha condannato il governo italiano per "non aver fatto fuoco e fiamme contro gli inglesi che sono entrati in un ospedale italiano. Fosse successo il contrario - ha aggiunto Ovadia - la regina Vittoria sarebbe uscita dalla tomba. È un atto di disprezzo averlo fatto senza informare l'Italia". Sul palco di piazza San Giovanni anche cantanti come Daniele Silvestri, Fiorella Mannoia e Nicolò Fabi. "Ho poche certezze - ha detto Fiorella Mannoia parlando con i cronisti - ma una è l'integrità morale di Gino Strada e di chi lavora con lui. È certo che i nostri connazionali sono estranei alle accuse. Sono qui per farli sentire meno soli e per chiedere al governo di affrontare il tutto con più energia". 

Al termine della manifestazione Cecilia Strada, presidente dell'associazione, ha commentato: "Spero di avere notizie positive dei tre operatori di Emergency arrestati in Afghanistan nei prossimi giorni, ma se non saranno liberi entro sabato prossimo ci ritroveremo di nuovo qui in piazza".  

 
 

[17-04-2010]

 
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